CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

pambianco summit qLe classifiche (da Sanremo al campionato di calcio) sono sempre divertenti, soprattutto se la fonte non è confutabile, tipo ISTAT: così accade che ognuno legga i numeri come gli pare. Vale anche per la classifica dei primi cinque tour operator italiani, ordinati per fatturato, presentata al Pambianco Hôtellerie Summit 2024 di Milano. Secondo chi scrive, ne mancano un paio (TH Group, per dire) e il confronto col 2019 non è corretto per tutti. Comunque, ecco l’elenco dei magnifici 5 che riporto nei tre dati essenziali: nome, fatturato 2023, fatturato 2019 (tra parentesi), in milioni di euro:

Alpitour - div. T.O. 1.361 (1.362)

Veratour 230 (249)

Quality Group 205 (173)

Nicolaus 148 (91)

Idee per Viaggiare 105 (50)

 

ducrot sul rex qDa celebrare non soltanto il mezzo secolo di esistenza (Vittorio Ducrot fonda Viaggi dell’Elefante nel 1974, nell’immagine quando - a soli 17 mesi - attraversa l’Atlantico sul mitico transatlantico Rex), ma anche il fatto che il t.o. capitolino appartenga ancora alla famiglia Ducrot e non sia passato di mano, come la maggior parte dei t.o. italiani, negli ultimi trent’anni. L'agenzia di viaggi dedica un bel ritratto a Viaggi dell’Elefante e al suo a.d. Enrico Ducrot: “Mio padre creò l’azienda con il sostegno della compagnia di bandiera olandese KLM, allo scopo di proporre viaggi in esclusiva in tutto il mondo, per una clientela con adeguate disponibilità economiche, assicurando il massimo confort e la cura di ogni dettaglio. I cataloghi erano illustrati con le miniature indiane della collezione di famiglia e con antiche incisioni, estratte dai libri di esplorazione ottocenteschi della nostra biblioteca”. Che nostalgia di quei cataloghi, in tempi di Google Images e Photoshop...

 

frecceri qlogo giver q“Correva l’anno 1949. L’Italia ‘liberata’ si lasciava alle spalle la II guerra mondiale e Genova diventava capitale della logistica: snodo dei cargo, nonché - di lì a poco - delle navi da crociera. Il turismo di massa avrebbe presto trovato in terra ligure uno dei suoi epicentri. Ne ebbe sentore Alessandro Feliziani, che decise di vendere le sue vigne di Montalcino per fondare un’agenzia di viaggi proprio in quel di Genova. Nacque così Giver Viaggi e Crociere, tra i più longevi e autorevoli marchi del tour operating, specializzato nel Grande Nord e negli itinerari lungo i fiumi, che nel 2024 compie appunto 75 anni. Di anni, l’attuale a.d. Aldo Frecceri, ne ha due in più...” inizia così l’intrigante ritratto che Roberta Rianna, dir. responsabile de l’agenzia di viaggi, dedica al t.o. genovese. ton loghetto invita a proseguirne la lettura, ne vale la pena.

 

debellini qFino al 2017 Graziano Debellini emulava il mitico Enrico Cuccia (no interviste, no foto) più per naturale riservatezza che per sfiducia nei media. Con l’arrivo di un’azionista di peso come Cdp cassa depositi e prestiti, invece, il ruolo pubblico del presidente e fondatore di TH Group ha preso il sopravvento, ma un’intervista video è cosa rara. Non perdete l’occasione di rivedere quella rilasciata al Pambianco Hôtellerie Summit 2024 di Milano (clicca qui) soprattutto nel passaggio dai 30 milioni di fatturato pre-Cdp ai 187 milioni del 2023, 50 dei quali generati solo dalla montagna. Da dove origina tutto.

 

Leonard Berberi è probabilmente il miglior giornalista di stampa generalista che scriva di aeroporti e compagnie aeree: sempre documentatissimo e con entrature importanti, i suoi articoli sul Corriere della Sera sono ricchissimi di dati e di numeri. Anche questo, dedicato a Neos e pubblicato il 25 marzo 2024.

 

neos qLa trasformazione da sola compagnia aerea charter a vettore di voli di linea in un mercato sempre più competitivo rafforza le operazioni (e i bilanci) dell’italiana Neos. L’aviolinea del gruppo Alpitour World ha chiuso il 2023, in quello che è stato il primo anno «normale» dopo la pandemia, con 2,3 milioni di passeggeri trasportati, l’85% di tasso di riempimento dei voli, 778 milioni di euro di ricavi (+33% sul 2022), un Ebitda positivo per 68 milioni (+287%) e un utile netto di 42 milioni (+260%).

È stata - tra le cinque compagnie battenti bandiera italiana - quella con i conti migliori. E nonostante le tensioni e i conflitti che hanno ridotto i flussi su alcuni mercati importanti come l’Egitto (-30%). Assieme ai conti di Neos crescono anche le assunzioni (i dipendenti sono saliti a 1.200 di cui 334 assunti nel 2023) e la flotta che oggi conta 16 aerei (5 Boeing 737-800, 5 Boeing 737 Max, 6 Boeing 787) aumenterà a 19 entro l’anno prossimo.

«Il charter vero e proprio - legato alla crocieristica, agli eventi sportivi e musicali - rappresenta ormai il 10% delle nostre operazioni», racconta Carlo Stradiotti, amministratore delegato di Neos. «Il 90% è costituito dai voli di linea, cosa che per noi ha voluto dire anche cambiare modello di business, da società con un unico cliente a tanti». Durante l’inverno 2023/2024 - grazie a una domanda forte - Neos ha potuto aumentare l’offerta prendendo a noleggio un 787 di Norse Atlantic Airways. «Caraibi, Maldive, Africa orientale sono andati bene», commenta Stradiotti. «Cresciamo anche in India, grazie alla direttrice Toronto-Amritsar via Malpensa».

Nel 2024, secondo i dati forniti al Corriere da Cirium, Neos mette in vendita 2,6 milioni di posti sui voli, il 5% su collegamenti nazionali, quota che non crescerà. «Non è il nostro modello di business, non siamo una low cost e non vogliamo diventare tale». Da giugno decolla il volo diretto Palermo-New York, l’unico senza scalo tra la Sicilia e gli Usa (sono circa 24.000 i posti in vendita). Un collegamento previsto fino a settembre, «ma stiamo valutando se estenderlo fino a metà ottobre», anticipa il CEO. Le vendite, dice, stanno andando bene: «Abbiamo in portafoglio già la metà di quanto avevamo preventivato di ricavare dalla rotta, cosa su cui avrei messo la firma, tempo fa». La componente di traffico è molto forte «in ingresso», verso la Sicilia, tant’è vero che la proporzione vede un 65% di clienti Usa, 35% italiani.

Guardando a Oriente, qualche criticità c’è in Cina. «Stiamo provando a tenere il punto nel Paese, ma non è facile», sottolinea Stradiotti. Il motivo? In Europa inglesi, francesi e tedeschi hanno limitato pro tempore il numero di voli con il gigante asiatico, facendo sì che i vettori cinesi abbiano lo stesso numero di frequenze di quelle dedicate ai vettori europei. «La Germania ha una decina di frequenze settimanali con la Cina. In Italia i vettori cinesi ne hanno 55 settimanali, mentre l’unica compagnia italiana verso la Cina, cioè noi, nel periodo di picco quest’anno ne avrà appena 2 settimanali. Siamo diventati il punto d’ingresso dei cinesi in Europa». Con una ulteriore difficoltà: «Non potendo sorvolare la Russia (dopo l’invasione dell’Ucraina, ndr) dobbiamo effettuare percorsi più lunghi di un paio d’ore». Cosa che non avviene per i cinesi. Il calo del Mar Rosso - per le ostilità tra israeliani e Hamas - è stato compensato dalle prestazioni degli altri mercati.

«L’India può crescere ancora: nel Punjab, dove voliamo, vivono 70 milioni di persone». In parallelo Neos ragiona sui prossimi passi. «Un Boeing 787 aggiuntivo avrebbe senso per la nostra flotta», svela. Cosa che potrebbe utilizzare nell’ulteriore fase di espansione. «Pensiamo di aggiungere qualcosa ancora in Africa e nei Caraibi. Vorremmo anche ampliare la presenza su Roma Fiumicino, oltre che su Milano Malpensa e Verona». A proposito di Malpensa: resta forte il focus sui voli per New York. Una rotta tra le più concorrenziali che a gennaio ha registrato l’uscita dal mercato di Ita Airways, mentre restano (e in alcuni casi raddoppiano) i tre vettori americani (United Airlines, Delta Air Lines, American Airlines), Emirates e La Compagnie.

All’orizzonte, con tempi più o meno definiti, ci sono due criticità, secondo il CEO di Neos. La prima: il rispetto del calendario da parte di Boeing: «I ritardi sposteranno la consegna di tre 737 Max dalla prima metà di quest’anno a inizio 2025». La seconda criticità: le normative europee sulle emissioni, come ReFuelEu, «che richiedono progressivamente un maggior impiego del carburante sostenibile per l’aviazioni (Saf)». «Il problema non è solo che il Saf costa molto di più, ma anche che non c’è e gli aeroporti non sono ancora pronti a livello infrastrutturale. E gli effetti inizieranno già dal 2025».