
Assimilare una piattaforma di prenotazione alberghiera (italiana) e una società di sviluppo immobiliare (cinese) è quantomeno azzardato. Eppure, confrontando le recenti - drammatiche - vicende di Albatravel e di Evergrande, i punti di contatto sono molti. Innanzitutto, sono entrambe praticamente fallite: a maggio 2023 Albatravel WHL è stata ammessa al concordato preventivo dal Tribunale di Venezia; a gennaio 2024 l’Alta Corte di Hong Kong ha ordinato la liquidazione di Evergrande Group, come racconta il Corriere Economia. Entrambe erano, con le debite proporzioni, dei colossi: Albatravel, con sede a Venezia, una dozzina di anni fa fatturava 220 milioni di euro ed era la piattaforma di prenotazione hotel e servizi turistici più utilizzata dalle agenzie di viaggi italiane; Evergrande è stata una delle più solide e rampanti società cinesi del secolo, diventata in breve tempo il principale promotore per lo sviluppo immobiliare della Cina e uno dei primi al mondo: 60 miliardi di dollari di fatturato nel 2018. Entrambe crollate sotto il peso dei debiti: in milioni per Albatravel e in miliardi (300) per Evergrande. Infine, accomunate dalla modestia dei rimborsi ai creditori: il 4,09% del credito per quelli di Albatravel, il 3% per quelli di Evergrande. Certo, in migliaia di euro per i primi e in migliaia di milioni, quindi miliardi, per i secondi. Ma alla fine chi ci rimette sono sempre i creditori.








