I negozi con cassa automatica non funzionano! Vale anche per le agenzie di viaggi?
- disagio del cliente: l'obbligo di scaricare app dedicate scoraggia l'ingresso, mentre l'assenza di uno scontrino immediato genera incertezza e sfiducia - falso automatismo: è emersa la necessità di un massiccio intervento umano “dietro le quinte” per monitorare i processi e assistere gli utenti smarriti - esperienza d'acquisto mutilata: non poter controllare il conto finale toglie una fase essenziale della customer experience, lasciando l'utente a disagio. Però “nonostante la battuta d'arresto, il modello resta futuribile, ma dovrà essere ricalibrato sulla reale sensibilità dei consumatori” afferma ItaliaOggi. Il “just walk out” è applicabile nelle agenzie di viaggi, che peraltro non vendono prodotti, ma servizi? In un certo senso sì, perché quando i robot umanoidi avranno diffusione planetaria, qualche titolare di agenzia di viaggi proverà a metterne uno al posto del banconista... Cominciamo a rileggere “I, robot” di Isaac Asimov, per cominciare.
Michele Rombaldoni spiega a noi turistici come non invecchiare
“Giudizio complessivo: Il libro è un’opera estremamente concreta che rifugge dai classici toni motivazionali per offrire un’esperienza reale di rinascita fisica e mentale. I lettori apprezzano l'approccio onesto dell'autore, che non promette miracoli ma condivide esperimenti pratici su respiro, energia e gestione dello stress. È considerato una guida preziosa per chiunque voglia rifiutare il declino legato all'età, trasformando il desiderio di ‘avere 10 anni in meno’ in una strategia d'azione quotidiana per allungare la parte attiva della propria vita. Un testo lucido, utile e molto ispirante” Su Amazon in formato Kindle a € 7,99, vale l’investimento.
Il tour operator tedesco TUI verso un nuovo modello di business
Il nuovo modello di business trasforma il gruppo con sede ad Hanover in una piattaforma globale integrata: superata la vecchia divisione per mercati, il fulcro diventa l’integrazione verticale. Tutte le attività (tour operator, crociere, hotel e voli) confluiscono sotto un’unica direzione per massimizzare le sinergie e ridurre i costi tramite digitale e AI. Il CEO Sebastian Ebel, saldamente al comando, assume il controllo di joint venture e sviluppo strategico, puntando su prodotti esclusivi come TUI Blue. L'obiettivo è un ecosistema digitale agile e redditizio, meno dipendente dal mercato europeo. Sulla Borsa di Francoforte, TUI AG mostra segnali di ripresa: sebbene lontano dai massimi pre-Covid (rettificati a circa €28), il titolo è risalito dai €9 di inizio gennaio 2026 agli attuali €10,40, confermando la fiducia dei mercati nella nuova visione globale.
Oscar Farinetti ha perso il tocco di Re Mida: FICO è un flop e Green Pea chiude
Nel 2026, il tocco da Re Mida del 72enne Farinetti pare scomparso, a giudicare dall’articolo “Farinetti tenta di riposizionarsi sul mercato” pubblicato il 16 aprile 2026 da ItaliaOggi, che riassumiamo così. Ad andare in crisi è il modello “retail esperienziale” applicato con successo in Eataly (in termini di apprezzamento del mercato, non di risultati economici) che invece si è rivelato inapplicabile nelle sue due più recenti declinazioni: - il flop di FICO di Bologna (inaugurato in pompa magna nel 2017) peraltro nell’ultima versione Grand Tour Italia è attribuito a una formula ibrida (metà parco a tema, metà mercato) che non ha mai trovato un'identità chiara: troppo costoso per la spesa quotidiana e poco attrattivo come destinazione turistica ricorrente, accumulando decine di milioni di perdite; - per Green Pea a Torino, l’eco-centro commerciale dedicato al consumo sostenibile e inaugurato a fine 2020, il problema principale è stato il paradosso del “lusso etico”: prodotti dai prezzi elitari in un momento di contrazione dei consumi e un format che i clienti hanno percepito più come una "narrazione" che come un'effettiva necessità d'acquisto. In entrambi i casi, l'errore strategico è stato l'eccesso di retorica rispetto alla realtà del mercato: costi di gestione enormi a fronte di una bassa redditività, che ha portato alla riconversione di Green Pea in uffici e spazi per eventi, e all’ennesimo downsizing di FICO ribattezzato Grand Tour Italia, ma gestito ormai da una ventina di dipendenti (erano 100 fino a poco fa).
A Cuba sempre peggio, lo certifica anche Stefano Pompili di Veratour
Ovvio che il turismo, una delle maggiori risorse dell’isola caraibica, stia saltando per aria. Lo testimonia anche Stefano Pompili, co-CEO di Veratour, per il quale l'abbandono di Cuba è dettato dal progressivo degrado delle infrastrutture e dei servizi: la cronica mancanza di investimenti, unita alle difficoltà nel reperimento di materie prime e ai frequenti blackout energetici, ha reso impossibile garantire gli standard qualitativi richiesti dai turisti. Il legame del t.o. romano con la destinazione è sempre stato fortissimo: “Abbiamo iniziato a Cuba nel 1992. Siamo stati forse il primo o il secondo t.o. italiano ad aprire laggiù e ce l’abbiamo nel cuore. Per anni abbiamo avuto due resort a Cayo Largo e Varadero, per noi andarcene è veramente un dolore".
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