CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

albatravel logo qevergrande group logo qAssimilare una piattaforma di prenotazione alberghiera (italiana) e una società di sviluppo immobiliare (cinese) è quantomeno azzardato. Eppure, confrontando le recenti - drammatiche - vicende di Albatravel e di Evergrande, i punti di contatto sono molti. Innanzitutto, sono entrambe praticamente fallite: a maggio 2023 Albatravel WHL è stata ammessa al concordato preventivo dal Tribunale di Venezia; a gennaio 2024 l’Alta Corte di Hong Kong ha ordinato la liquidazione di Evergrande Group, come racconta il Corriere Economia. Entrambe erano, con le debite proporzioni, dei colossi: Albatravel, con sede a Venezia, una dozzina di anni fa fatturava 220 milioni di euro ed era la piattaforma di prenotazione hotel e servizi turistici più utilizzata dalle agenzie di viaggi italiane; Evergrande è stata una delle più solide e rampanti società cinesi del secolo, diventata in breve tempo il principale promotore per lo sviluppo immobiliare della Cina e uno dei primi al mondo: 60 miliardi di dollari di fatturato nel 2018. Entrambe crollate sotto il peso dei debiti: in milioni per Albatravel e in miliardi (300) per Evergrande. Infine, accomunate dalla modestia dei rimborsi ai creditori: il 4,09% del credito per quelli di Albatravel, il 3% per quelli di Evergrande. Certo, in migliaia di euro per i primi e in migliaia di milioni, quindi miliardi, per i secondi. Ma alla fine chi ci rimette sono sempre i creditori.

 

palmucci giorgio qNon si può restare insensibili alla vicenda che il 15 gennaio 2024 ha portato in carcere Giorgio Palmucci, oggi fortunatamente ai domiciliari nella sua casa lombarda. Trattasi di una brutta storia di appalti truccati, nella quale l’allora presidente ENIT avrebbe avuto un ruolo, in quanto “componente della Commissione valutatrice delle offerte per l’aggiudicazione della concessione relativa alla riqualificazione del Rione Terra a Pozzuoli”. Sull’estraneità di Giorgio Palmucci, professionista di lungo e specchiato corso, chiunque si occupi di turismo - e l’abbia conosciuto di persona - metterebbe la mano sul fuoco.

Nel nostro settore è fortunatamente assai raro che un manager di quel livello sia coinvolto in fatti di cronaca così gravi: al sottoscritto, in oltre trent’anni, ne vengono in mente solo due. Roberto Tedesco, a.d. Parmatour ai tempi del crac Parmalat, che nel 2011 rievocava la vicenda alla luce di un film da quella ispirato. Fabio Cannavale, a.d. lastminute.com, che nel 2022 fu indagato dalla Procura di Lugano per indebito utilizzo dei crediti concessi alle aziende svizzere per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

 

ilsole alpitour 19gen qAll’inizio di dicembre 2023 ho dedicato un pezzo alla trattativa che vede il maggior tour operator italiano in vendita al miglior offerente. Il poco che è cambiato da allora, dopo due mesi, è leggibile in questo articolo de il Sole 24Ore del 19 gennaio 2024. Dal quale estrapolo due concetti: si sarebbero fatte avanti “altre due multinazionali del settore, una americana e l’altra asiatica, sulla cui identità c’è assoluto riserbo”:

- tutto da spiegare l’“assoluto riserbo”, visto che degli altri pretendenti si fa il nome da mesi (TUI, Certares e Wamos) e - se non si fa - si lascia capire (MSC Holding);

- si insiste sul fatto che Wamos Grupo sia “il terzo gruppo turistico più importante della penisola iberica”, ma la fonte pare essere Wamos stesso, che sul proprio sito lo dichiara con tanto di numeri a corredo; esprimo scetticismo a riguardo, non fosse perché Wamos è stata fondata solo nel 2014 (quindi ha attraversato due anni di pandemia) e perché la flotta di aeromobili di Wamos Air è inferiore a quella di Neos, ovvero della compagnia aerea facente parte del pacchetto Alpitour.

 

ttg1989 qFaccio proprio una cosa da boomer, ma me ne assumo la responsabilità. Ecco la tabella che elenca i primi 17 tour operator italiani, pubblicata da TTG Italia a gennaio 1990: fatturato espresso in milioni di lire, Muro di Berlino crollato da due mesi, 34 anni trascorsi da allora.

Nessuno dei 17 marchi appartiene ancora al fondatore/proprietario dell’epoca. Alcuni non esistono più da tempo: SEMI Granturismo, Aviatour, CIT Viaggi, Diplomat Tour, Ventana, Comitours, Visitando il Mondo, Chiariva. Altri esistono ancora, ma sono passati di mano, alcuni più e più volte: Alpitour (già leader all’epoca), Club Med, Valtur, Francorosso, i Grandi Viaggi, Turisanda, Gastaldi, Orizzonti. Di uno, che nel 1989 occupava l’ultima posizione, ma era in rampa di lancio, si parla ancora, in quanto periodicamente oggetto di interesse e sebbene la sua parabola sia terminata una dozzina di anni fa: Viaggi del Ventaglio del compianto Bruno Colombo.

 

jannik roger qNel 2019 pubblicai un pezzo dedicato al più grande tennista di tutti i tempi, Roger Federer, paragonato all’Alpitour dei tempi della famiglia Isoardi. Lo ripubblico integralmente oggi, a gennaio 2024 e dopo la prima vittoria Slam di Jannik Sinner, perché basta sostituire il fuoriclasse svizzero con il tennista altoatesino: il concetto è lo stesso.

Nessuno dubita che Roger Federer vada ormai considerato il più grande tennista della storia.

Pochi ricordano, ma nessuno dubita, che nell’Alpitour degli anni ‘70/’80 ci fossero già gli elementi che le avrebbero permesso di mantenere la leadership del turismo italiano fino a oggi. Cos’hanno in comune Federer e l’Alpitour del secolo scorso? Quella che i mental coach chiamano “in the zone” o “trance agonistica”: nel tennis, la rara e incredibile condizione psicofisica in cui tutto fluisce senza sforzo apparente, il gioco funziona alla perfezione e tu sai già che colpirai la pallina e la manderai esattamente in quell’angolo del campo dove il tuo avversario non arriverà mai. Federer lo ha sperimentato svariate volte, vincendo i suoi venti titoli nel Grande Slam.

Nel lavoro, soprattutto creativo, è quello stato di coscienza in cui si è completamente immersi nell’attività che si sta facendo, totalmente coinvolti da essa, focalizzati sull’obiettivo, assolutamente positivi sul raggiungimento del risultato, intrinsecamente motivati e gratificati dallo svolgimento stesso del compito. L’Alpitour guidata da Lorenzo e Guglielmo Isoardi era “in the zone”: apriva una destinazione (le Canarie, ad esempio) e i turisti accorrevano a frotte; lanciava una promozione e i telefoni del booking s’incendiavano; metteva su catene charter su Spagna, Grecia, Tunisia e doveva sempre aggiungere voli extra; inventava, dal nulla, l’Assistenza in loco e questa diventava un canone per tutta la concorrenza.

Ma, soprattutto, era l’atmosfera che in quegli anni si respirava nella storica sede di San Rocco Castagnaretta, a due passi da Cuneo, che era veramente “in the zone”: centinaia di colleghi, la maggioranza dei quali nati in un raggio di pochi chilometri, che trasformavano l’Agenzia Alpi di Lorenzo Isoardi - in una provincia allora senza neanche l’autostrada - nel più importante t.o. italiano. Del quale facevano parte, tanto per fare qualche nome, il compianto Paolo Monte inventore dell’indimenticato “Turista fai da te? No Alpitour? Ahi ahi ahi”, il Pietro Aversa che sarebbe poi andato in Alitalia e in IATA, e oggi in Nicolaus; il Sergio Testi che, dopo trent’anni di Alpitour, oggi guida Gattinoni Travel Network.

Sono certo che la pensano come il sottoscritto tutti i duecento (!) colleghi che il 13 aprile 2019 si sono ritrovati a Cuneo in occasione dell’Operazione Nostalgia, raduno degli ex dipendenti Alpitour (ma non solo) accolti da un sempre in forma Guglielmo Isoardi. “Non sapevamo che stavamo facendo qualcosa di grande, ma lo facevamo con passione e con amore” rivela, quasi commosso, uno dei presenti. La prossima volta invitiamo Roger Federer.