Il 31 maggio 2011 è scaduto il termine entro il quale vanno depositate, presso il Tribunale di Genova, le proposte di acquisto del glorioso marchio coinvolto nel crac del Gruppo Ventaglio. Un gruppo di ex dipendenti Columbus, dopo mesi di cassa integrazione, ha lanciato un accorato appello ai potenziali investitori: “Per rilanciare un’azienda che è stata in grado di sviluppare circa 300 milioni di euro di fatturato producendo utili anche in periodo di crisi, grazie alla fiducia guadagnata sul campo, capace di crescere da 10 a 200 dipendenti senza divenire un ‘carrozzone’, trasferendo progressivamente ai nuovi arrivati la dedizione, la professionalità, la coscienza del fare azienda con la soddisfazione del cliente”. Speriamo che qualche investitore di buona volontà si faccia avanti.
Il 31 maggio 2011 è andata all’asta la prima delle proprietà riconducibili a ET Holding-Eurotravel, l'Hotel Norden Palace di Aosta. Seguiranno due villaggi turistici nel Sud Italia, un residence a Cervinia, un parco acquatico in Puglia oltre ai beni personali dei fratelli Angelo e Cleto Benin e alla sede della società a Quart (AO). Il ricavato delle vendite servirà a saldare i debiti del t.o. aostano, dichiarato fallito il 1 aprile 2010, dopo un drammatico tracollo (vedi n.5 del 21 aprile 2010). Ad aprile 2011 il giudice incaricato ha ammesso istanze dei creditori, oltre un migliaio, per complessivi 77 milioni di euro: 51 a creditori privilegiati (ex dipendenti, erario e istituti previdenziali) e 26 a creditori chirografari (senza diritto di prelazione).
ItaliaOggi dedica un bel ritratto a Giorgio Mazzella, imprenditore sardo attivo anche nel turismo come proprietario dell’Arbatax Park Resort e dell’Aeroporto Internazionale Tortolì, entrambi in Ogliastra. Dal 2009 è presidente della Banca di Credito Sardo (Gruppo Intesa San Paolo) nato dall’integrazione delle filiali di Banca Cis. Ma il progetto cui tiene di più è la Casa Famiglia per l’accoglienza dei minori Domu Mia, dedicata alla memoria del padre Attilio (sequestrato nel 1975 e morto in prigionia): “Da questa esperienza ne nasceranno molte altre, a sostegno di tutte le case famiglia della Sardegna per bambini e ragazzi in difficoltà".
Jumpin di Telecom: ennesimo player nel social shopping
Jumpin è il nuovo start-up che tenta di sfidare Groupon, il colosso USA che per primo ha affinato il modello – ormai diffuso in tutto il mondo – di social shopping. Il funzionamento è quello noto: un sistema di sconti e di offerte multiple, promosse anche tramite social network, cui gli utenti possono aderire sulla base di offerte a tempo. Ristorazione, benessere, abbigliamento, corsi di formazione, spettacoli, week-end e viaggi: ecco i prodotti in portafoglio. Il social shopping è esploso anche in Italia e Jumpin dovrà vedersela con le filiali di colossi quali Groupon, Facebook Deals, Groupalia, Letsbonus. Ma la sua peculiarità è quella di essere tutto italiano, grazie alla partnership tra Matrix (che già gestisce Virgilio) del Gruppo Telecom Italia e Digital Magics (uno dei più grandi incubatori d'impresa in Italia). Cosa sia Jumpin lo spiega il CEO Massimo Martini in video.
Roberto Tedesco recensisce “Il Gioiellino” con Toni Servillo
T.O.News non recensisce film, ma in questo caso facciamo un’eccezione, perché “Il gioiellino” di Andrea Molaioli di turismo, anche se per inciso, parla. Il film è apertamente ispirato al caso Parmalat e la chiave sta in due frasi recitate dai protagonisti: Remo Girone, ovvero Calisto Tanzi: “A parte quei 14 miliardi di buco, Parmalat è un gioiellino”, e Toni Servillo, alias il ragionier Fausto Tonna“Se i soldi non ci sono, inventiamoceli”, come in effetti farà, con tanto di bianchetto e fotocopiatrice. Nel disastro Parmalat entrò anche Parmatour, la holding turistica affidata a Francesca Tanzi, figlia di Calisto, che nel film diventa nipote, non figlia, di Girone/Tanzi. Tanti colleghi hanno lavorato in Parmatour e il film sono certo andati a vederlo: ecco la coraggiosa recensione di Roberto Tedesco, che di Parmatour è stato l’ultimo a.d. (in foto)
“Il film non mi è piaciuto molto, al di là dell’ottima interpretazione dei protagonisti Girone e Servillo. La storia s’ispira al caso Parmalat ma non ne è la trasposizione aderente alla realtà. Comunque vale la pena vederlo. L’ambientazione ricorda Parma solo superficialmente: Girone è un “buon” Tanzi, abbastanza aderente alla realtà; Servillo è un Fausto Tonna dal punto di vista professionale, ma molto distante dai tratti personali del ragioniere di Collecchio. La figura femminile, ispirata a Francesca Tanzi, (si vede nel fotogramma a destra) è un’altra cosa da tutti i punti di vista. Anche il business turistico, appena accennato nel film, è molto distante da quella che è stata la realtà. Ho letto il film come un’accusa a un particolare modello imprenditoriale, fondato sulla “famiglia” e incapace di far fronte al passaggio dall’ “industriale” al “finanziario”, dal “nazionale” all’ ”internazionale” come profilo di business: forse, considerato il tema, è un po’ troppo film e poco documentario. Comunque un po’ d’emozione me l’ha creata. Ho voluto vederlo da solo. E mi sono arrabbiato ancora verso un destino che mi ha fatto impattare su un “disastro imprenditoriale” che nessuno sospettava … Ma adesso, per fortuna, è solo un gran “brutto ricordo” che, comunque, mi ha formato parecchio e più forgiato come persona. Ogni male non vien per nuocere solamente!"