Non si riesce a non parlare di Ventaglio, nonostante l’avventura del t.o. milanese si sia bruscamente arrestata due anni fa. Torna alla ribalta perché i curatori fallimentari hanno comunicato la messa all’asta dei marchi legati alla vecchia Spa: da quello denominativo, I Viaggi del Ventaglio, a quelli figurativi, ovvero VentaClub e VentaPoint, VentaDiving e Vacanze nel Mondo, per un totale di 72 marchi. I curatori accettano offerte a partire da 1,2 milioni di euro, pagabili anche a rate, in un arco di tempo non superiore a 18 mesi. Ad agosto 2011 il CEO del Gruppo Trawel Carmine Prencipe si era dichiarato interessato, ma la cosa non aveva avuto seguito, e - coi tempi grami che corrono - non sarà facile trovare qualcuno disposto a mettere sul piatto più di un milione di euro. Che l’appeal di Ventaglio & C. sia forte lo testimoniano i tanti clienti che, ancora oggi, si recano in agenzia e scoprono con sorpresa che il t.o. non è più attivo. Gli addetti ai lavori, invece, esprimono meno entusiasmo: grazie all’interessante sondaggio condotto dal TTGscopriamo che, su 8 manager intervistati, 5 sono freddi sull’operazione di rilancio (Remo Bodrato di Welltours, Angelo Cartelli di Eden, Stefano Pompili di Veratour, Maurizio Bosia di Travel Co. e Giorgio Lotti di Open Travel Network); uno sospende il giudizio (Luca Battifora di G40 Mondo di Vacanze); due soli condividono l’idea: Massimo Caravita di Marsupio Group e Luca Patanè di Uvet ITN. “Si tratta di marchi che hanno una storia, anche per i clienti finali, quindi hanno ancora un valore” dichiara Patanè. Che tra i tanti dossier sul tavolo, potrebbe avere anche questo.
Era l’antivigilia di Natale 2011 quando Exor comunicava la cessione di Alpitour SpA a due fondi chiusi di private equity facenti capo a Wise SGR SpA e J.Hirsch & Co. (vedi Edizione Straordinaria del 29.12.2011). È passato un mese, pochi giorni fa sono usciti di scena Daniel J.Winteler e Fabrizio Prete, è arrivato Enrico Vellano, presidente pro-tempore. Oggi sappiamo che l’intero capitale azionario di Alpitour (lo comunica l’Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato) sarà acquisito da “Seagull Srl, società di nuova costituzione controllata indirettamente, tramite Wish Srl, da Wise SGR SpA e ILP III SCA SICAR”. Wise sappiamo chi è, ILP III SCA SICAR è un fondo non ben identificato, di J.Hirsch & Co. non c’è traccia. Vabbè che si tratta di un’acquisizione complessa, che la finanza ha i suoi riti, ma queste Srl che possiedono altre Srl che appartengono a fondi che si chiamano con sigle e consonanti, beh, non è che suonino così bene alle orecchie di noi prosaici turistici.
Press Tours acquisisce il controllo di Scirocco Tours, t.o. milanese con vent’anni di esperienza nei viaggi in India e Africa Orientale, allo scopo di ampliare il portafoglio prodotti in aree non sufficientemente presidiate. Scirocco Tours si gioverà della tecnologia e dei servizi di Press Tours, mantenendo però intatta la propria identità. Chiusura d’anno in controtendenza per il t.o. guidato dal direttore commerciale Fabio Landini: +15% sul fatturato, nel 2011 rispetto al 2010, e margini netti costanti.
Veratour, bilancio 2011: il fatturato cala, gli utili tengono
Il fatturato del 2011 si ferma a 167 milioni di euro, in diminuzione del 5% rispetto al 2010, ma con un ebit positivo per 5 milioni, dichiarano in Veratour. Il t.o. di proprietà della famiglia Pompili (nella foto il direttore commerciale Stefano Pompili) ha tenuto meglio di altri, ma sono lontane le vette di 200 milioni di euro di qualche anno fa. Va reso merito a Veratour il fatto di aver arginato le perdite sui prodotti ad alta redditività, Egitto e Tunisia, orientando le vendite di pacchetti per Canarie, Baleari, Grecia e Italia. Anche il 2012 sarà un anno in salita, non solo per Veratour.
i Grandi Viaggi, bilancio 2011: un anno difficile, abbattuti i costi operativi
Come per l’intero comparto, anche per iGV il 2011 ha regalato ben poche soddisfazioni. Il t.o. milanese, quotato in Borsa, archivia il 2011 con un utile pari a 1,6 milioni di euro per la capogruppo, ma con un risultato netto negativo per 1,9 milioni a livello di gruppo. Il bilancio d'esercizio al 31 ottobre della capogruppo i Grandi Viaggi SpA si chiude con ricavi della gestione caratteristica a 65,4 milioni di euro, contro i 76,6 milioni del bilancio precedente. I ricavi della gestione caratteristica del Gruppo passano, invece, da 83 a 72,6 milioni di euro. Per contrastare la situazione, il tour operator ha agito sulla leva dei prezzi e sui costi operativi, diminuiti di 6,2 milioni (da 58,5 a 52,3 milioni). Ma sono le vendite a dover ripartire, come sa bene il direttore commerciale Massimo Zanon.