CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

mike-bongiorno.jpgI confini sono sempre più vaghi, per anni sono i t.o. che hanno integrato a valle e costituito una rete di agenzie (Alpitour, Ventaglio, Eurotravel), ma siccome oggi il pallino è passato in mano alle reti, allora sono queste a integrare a monte e a occuparsi di programmazione e vuoto/pieno. ton-loghetto.gif assume il ruolo del grande Mike Bongiorno e invita i propri lettori a rispondere a un quiz: quale di queste due proposte è formulata da un tour operator? e quale da un network? Proposta 1) L’azienda XY lancia la linea Top, che comprende hotel selezionati di alto livello, con servizi di intrattenimento soft, ai quali viene affiancata la proposta “adults only”, una gamma di strutture selezionate per coppie e amici. “Stiamo potenziando questa linea in affiancamento ai nostri Club” spiega mr XY “Tra le mete che rafforziamo Grecia, Baleari e Tenerife. La novità sul catalogo è l’introduzione del tariffario degli alberghi per il solo pernottamento, in modo che l’agenzia possa fornire il volo autonomamente”. Proposta 2)  Si chiama Travel Collection il nuovo catalogo firmato dall’azienda YZ: raccoglie sedici viaggi di prestigio in destinazioni particolari del mondo. “Sulla base delle esigenze di una consistente parte di agenzie” commenta Ms YZ “È emersa la richiesta di un prodotto di alto livello e personalizzato, al fine di soddisfare un target di viaggiatori maggiormente attenti al viaggio di scoperta e di arricchimento culturale, con servizi adeguati. Le destinazioni scelte rappresentano un mix tra mete conosciute, come Messico, Perù, USA, Cina e India, e destinazioni di forte impatto storico e culturale come Uzbekistan, Siberia, Bhutan e Tibet"

La risposta la trovate cliccando qui

 

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Roberto Gentile, l’autore di questa newsletter, cura la rubrica T.O. Network e Agenzie sul mensile Il Giornale del Turismo edito da Progecta di Napoli; nel numero di dicembre 2010 l’articolo intitolato  “Un grande t.o. fa flop: chi ci perde e chi ci guadagna, ovvero cosa succede quando un tour operator esce (male) di scena” ha scatenato una ridda di commenti, soprattutto da parte di coloro che il default di un t.o. l’han vissuto di persona... Ecco il pezzo, sottoposto al giudizio della qualificata platea di lettori di ton-loghetto.gif.

Tra il 2009 e il 2010 sono saltati tre tour operator di grido, Ventaglio, Teorema Tour ed Eurotravel: tutti e tre da anni nella top ten del tour operating italiano, tutti e tre con marchi noti al grande pubblico e ai quali le agenzie di viaggi erano affezionate. Sedi, cataloghi e dipendenti non ci sono più da tempo. Certo, non sono  gli unici t.o. usciti di scena, ma senz’altro quelli che hanno fatto più rumore. Cosa succede quando un grande t.o. fa flop? Nel gioco delle parti, chi ci perde e chi ci guadagna, tra dipendenti, clienti, agenzie di viaggi, competitor e fornitori? Pollice su per chi ci guadagna, pollice verso per chi ci perde.

pollice-giu.jpgI dipendenti - Insieme ai fornitori, sono quelli più a rischio, non fosse altro perché devono (sperare di) ricevere l’ultimo stipendio e il TFR, se sono fortunati, e gli arretrati, spesso di mesi, se non lo sono. In ogni caso, la perdita del lavoro è l’ultimo di una serie di traumi, che iniziano quando l’azienda comincia a essere chiacchierata. Clienti che vanno in agenzia perché il funzionario di banca ha detto loro che il t.o. col quale devono andare in vacanza è stato sospeso dal listino di Borsa (Ventaglio); agenzie che chiamano il booking per avere conferma che i documenti di viaggio di un cliente in partenza sono stati spediti; fornitori che vogliono copia del bonifico bancario prima di accogliere i clienti prenotati dal t.o. L’odissea può andare avanti per mesi (Eurotravel è saltata in una stagione) o per anni (le voci su Ventaglio si rincorrevano da più di un lustro). Quando salta un t.o., i dipendenti ne pagano le conseguenze, economicamente e psicologicamente.

pollice-su.jpgI dipendenti (fortunati) - Eppure, anche tra i dipendenti lasciati per strada, qualcuno è bravo (e fortunato) e si rimette in pista in breve tempo. Due tour operator, che hanno appena compiuto un anno di vita e ottenuto buoni risultati, sono nati dalle ceneri di Ventaglio: Marevero a Milano, con Renato Scaffidi, Massimo Passalacqua, Davide Prella e Paolo Demuru; Welltour di Remo Bodrato a Genova. Tutti manager esperti, bravi a mettere a frutto la propria esperienza e fortunati nel trovare un partner che li sostenesse (Iberostar per i primi, Alpitour per il secondo). E fortunati i colleghi ex Ventaglio che, a decine, hanno un nuovo lavoro.

pollice-giu.jpgI clienti - Ci perdono sempre, sia che si trovino in vacanza quando il t.o. salta per aria, sia che abbiano già pagato e debbano ancora partire. Paradossalmente, va peggio a questi ultimi. Quando un operatore (o una compagnia aerea) lascia i clienti a terra, la notizia finisce sui media e un modo per far rientrare i vacanzieri - con tanto d’intervista a Malpensa che passa sul tiggì - si trova sempre; ma quando il cliente ha pagato e in mano non ha altro che un voucher (che non verrà onorato dal fornitore locale) allora càpita che la vacanza sia perduta. Peggio ancora per coloro che vantano un credito nei confronti del t.o., ma “spalmato” negli anni: le migliaia di clienti in multiproprietà di Vacanze nel Mondo by Ventaglio ne sanno qualcosa.

pollice-giu.jpgI fornitori - La questione non è SE perdono, ma QUANTO. Se sono stati avveduti e hanno interrotto per tempo i rapporti col t.o. “traballante”, il danno si limita al fatto di aver perduto un partner commerciale importante, col quale per anni hanno fatto business. Peggio se si sono fidati, magari per sincera amicizia e frequentazione da decenni: sul Mar Rosso e alle Baleari decine di albergatori e ricettivisti si sono arricchiti grazie ai turisti inviati da Ventaglio e Teorema. Quando questi hanno fatto saltare i primi bonifici, non si sono preoccupati, una telefonata del titolare è bastata a tranquillizzarli. Ma quando si sono accorti di quanto fossero fuori, era troppo tardi per correre ai ripari. E sono rimasti col cerino in mano.

pollice-su.jpgAgenzie di viaggi - A perdere sono solo quelle che hanno continuato a vendere fino all’ultimo i prodotti dei t.o. in difficoltà; ma nel nostro settore le voci girano, i siti dei trade magazine sono ben informati e il blog di Autotutela.it (aggressivo, ma spesso ci azzecca) ha scoperto per tempo più di qualche altarino. Ben poche, quindi, le agenzie che nell’estate del 2008 ignoravano la situazione di Ventaglio, Teorema ed Eurotravel. Tutte le altre, con un po’ di rimpianto (ma neanche tanto, “morto un papa, se ne fa un altro”...) hanno trovato braccia accoglienti per i propri clienti, desiderosi di svernare ai Caraibi o immergersi nel mare cristallino delle Maldive. Tanto, a parte poche eccezioni, “un t.o. vale l’altro”.

pollice-su.jpgpollice-su.jpgI competitor - I proprietari delle braccia accoglienti di cui sopra sono i t.o. competitor. Dopo anni trascorsi a strapparsi i contratti con gli alberghi, i posti sui charter, il personale stagionale, le foto sui giornali ecc. è difficile nascondere la soddisfazione di vedere svanire, un giorno per l’altro, un avversario. I tedeschi hanno un termine che esprime il concetto, Schadenfreude (Wikipedia: piacere provocato dalla sfortuna dell’altro), che da noi - guarda caso - non esiste. A nessuno fa piacere che un collega lasci dipendenti per strada e clienti a terra; ma a tutti facevano gola quei 500 milioni di euro di vendite che, nell’estate del 2009, Ventaglio, Teorema ed Eurotravel hanno lasciato sul piatto. Business is business.

villa-seq-scotti.jpgLa cronaca è dettagliata e gustosa, merita di essere riportata per esteso. Scrive VareseNews il 29 ottobre 2010: I 434 clienti truffati dal tour operator gallaratese Todomondo verranno rimborsati. Raramente accade che in caso di truffa le parti civili riescano ad ottenere il risarcimento, ma questa volta, grazie al lavoro svolto dalla Procura di Busto Arsizio e dalla Guardia di Finanza di Gallarate, tutto dovrebbe andare per il verso giusto. Diciamo dovrebbe solo per scrupolo, in quanto la vicenda giudiziaria della compagnia di viaggi on-line, che scatenò una vera sommossa da parte delle centinaia di clienti truffati, è giunta ora alla richiesta di rinvio a giudizio. Rinvio solo per due dei quattro personaggi coinvolti inizialmente, mentre gli altri escono di scena con la richiesta di archiviazione al gip. Il rimborso dei soldi spesi per i viaggi mai effettuati potrà essere elargito grazie al sequestro di una villa (nella foto) collocata ad Albizzate (Va) e risultata di proprietà di Alessandro Scotti, ex-amministratore delegato, rinviato a giudizio insieme a Silvano Favarato, subentratogli nel maggio 2009. In 14 mesi sono pervenute 434 denunce da parte di clienti che avevano acquistato pacchetti vacanza sul sito Todomondo, gestito prima dalla Avitour Srl e successivamente dalla Todomondo Spa. Quest’ultima società, costituita nel mese di aprile 2009, perpetuando l’attività di ramo d’azienda della citata Avitour Srl, si era trovata dopo qualche mese in gravi difficoltà economico-finanziarie. Risulta infatti che Todomondo, da gennaio a luglio 2009, avesse venduto 10.000 pacchetti vacanza per un valore di 13 milioni di euro: viaggi che solo in minima parte (6-7%) erano stati effettivamente erogati. La Guardia di Finanza di Gallarate ha appurato che Alessandro Scotti, poco prima della cessione del ramo d’azienda, aveva stornato dei fondi da Todomondo su conti correnti bancari personali e che tali somme venivano utilizzate per l’acquisto di una villa di 16 stanze ad Albizzate, del valore di circa 800.000 euro. Il bene, insieme ad alcune migliaia di euro trovate sui conti correnti, è finito sotto sequestro e dopo la confisca verrà liquidato per risarcire i clienti costituitisi parte civile.

 

ponzo-vercesi.jpgL’acquisizione di Best Tours Spa da parte di Kuoni Italia Spa entra nella fase operativa, ma chi ricorda le vicende che hanno segnato gli ultimi due anni del t.o. ceduto da Ventaglio alla filiale italiana del colosso svizzero, sa che si è trattato di un’operazione complessa (vedi ton-loghetto.gif del 19 aprile 2010), perfezionatasi ufficialmente solo il 29 dicembre 2010. La vendita è avvenuta al prezzo di 700.000 euro, una cifra che, secondo il vicedirettore generale di Kuoni Italia, Stefano Cerrato, “è parte dell’investimento complessivo, che sarà superiore, per supportare lo sviluppo di Best Tours”. L’integrazione tra le due organizzazioni sarà basata sulla continuità aziendale, quindi sulla conferma di Mario Vercesi alla guida di Best Tours, con tutto il suo team. Entro primavera verrà condivisa una nuova sede milanese, con un piano dedicato a Best Tours, che rimane una società autonoma; a Roma, invece, il personale Best Tours si sposterà nella filiale di Kuoni Italia. Già in carica, dal 20 gennaio 2011, il nuovo consiglio di amministrazione di Best Tours Spa, che vede Daniel Ponzo alla presidenza, Mario Vercesi come  amministratore delegato e Stefano Cerrato in qualità di amministratore. Kuoni Italia punta, in sinergia con Best Tours, a 110 milioni di euro di fatturato nel 2011 e a 150 milioni negli anni successivi. Obiettivi ambiziosi, per entrambi i marchi.

 

facebook-logo.jpgNonostante vengano considerati una delle grandi opportunità dell'industria travel nei prossimi anni, solo un terzo dei vacanzieri britannici ha utilizzato i social network per cercare viaggi, nel corso del 2010. È quanto emerso da un report presentato all’ultima edizione del WTM World Travel Market di Londra. Il 64% degl’interpellati, infatti, non ha cercato le proprie vacanze su strumenti come Facebook, Twitter, TripAdvisor e YouTube. Per il 36% che invece si è rivolto ai social media, il più popolare è stato TripAdvisor, con il 66% di preferenze. Seguono Facebook al 34%, YouTube al 21% e Twitter al 17%. Per il 2011, il 48% del campione ha fatto sapere che non intende affidarsi ai social network, il 24% dichiara di averne intenzione e il 28% è indeciso.