CHI E' ROBERTO GENTILE

rgentile sett21

L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

      bann nicolaus feb22 160x124



T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

stea petrignanoDi Nicolaus sappiamo molte cose, i fratelli Giuseppe e Roberto Pagliara sono ormai ospiti fissi della stampa di settore. Ma se a parlare sono Gaetano Stea della direzione commerciale e Giovina Petrignano della direzione marketing vien fuori qualche numero che magari non tutti conoscono. I Nicolaus Club (l’asse portante del t.o. di Ostuni, visto che genera l’80% del fatturato complessivo) erano 17 nel 2014, 25 lo scorso anno, 30 nel 2017 (25 in Italia, 5 all’estero) e saliranno a 50 entro la fine del 2019. La tendenza è sempre più verso le gestioni, ne sono previste una decina entro il 2019. Il 99% del fatturato di Nicolaus (63 milioni netti di euro nel 2016) è generato da agenzie, lo sparuto 1% restante è clientela diretta, in parity rate, e convenzioni nazionali che non passano dal retail. Tre i cluster delle agenzie: 4.500 quelle che hanno chiuso almeno una pratica, nel 2016; 250 le Diamond Agency nel 2016, salite a 300 nel 2017, con obiettivo 500 entro il 2019; 12 le Top Diamond (ciascuna delle quali ha prodotto almeno 80.000 euro di fatturato nel 2016) e obiettivo di raddoppiarle nel 2017.  100 milioni di fatturato il target Nicolaus del 2018.

 

gines martinez qLa notizia è apparsa sul portale iberico Hosteltour e in Italia interessa solo ai “cultori” di Alpitour. Jumbo Tours Group, il network dedicato all’incoming con sede a Palma de Mallorca e controllato dal gruppo torinese, cambia vertice: Basilio Guerra, l’ultrasettantenne fondatore, lascia la presidenza al fratello minore Juan. Questi trasferisce la carica di amministratore delegato al manager Ginés Martìnez, in azienda dal 2006. È la fine di un’epoca, perché i fratelli Guerra (già trent’anni fa buoni amici di Lorenzo e Guglielmo Isoardi) lasciano il potere nelle mani di un manager: di famiglia, però, perché Martìnez è genero di Juan, del quale ha sposato la figlia Carla Guerra. Oggi Jumbo Tours Group (clicca qui per una dettagliata presentazione) è uno dei maggiori player del turismo iberico e stima di chiudere il 2017 con un volume d’affari superiore a 370 milioni di euro.

 

tamburi giovanniIl 23 marzo 2017 Asset Italia (società controllata dalla TIP Tamburi Investment Partners, presieduta da Giovanni Tamburi, e da 30 family offices di imprenditori italiani) è entrata nel capitale di Alpitour SpA investendo 120 milioni di euro, grazie alla sottoscrizione di un aumento di capitale. Al termine dell’operazione Asset Italia controllerà una quota del 32,67% dell’azionariato (mentre diluiranno le rispettive quote i soci Gabriele Burgio e i fondi di private equity J.Hirsch & Co. e Wise SGR) e sarà direttamente coinvolta nella governance del gruppo di Torino. Qui potete leggere nota di stampa. Tre riflessioni a caldo: il presidente e a.d. Alpitour, Gabriele Burgio, resterà al suo posto, come garante degli asset Alpitour e referente del nuovo progetto industriale. L’investimento di Tamburi testimonia il recente interesse della finanza italiana per il settore turistico, probabilmente rafforzato dall’operazione Investindustrial in Valtur (che risale esattamente a undici mesi fa), senza la quale non è detto che Tamburi avrebbe chiuso l’accordo. Scommettiamo che il comparto che avrà maggiore impulso, nella “nuova” Alpitour, sarà quello immobiliare-alberghiero?

 

burgio gabriele“Miglioreremo gli alberghi del nostro marchio VOIhotels e acquisteremo qualche nuovo immobile alberghiero. Rinnoveremo e amplieremo la flotta di Neos e renderemo più dinamica la gestione degli alberghi” è la risposta che Gabriele Burgio, riconfermato alla guida di Alpitour SpA, dà alla domanda di Milano Finanza sull’impiego dei 120 milioni di euro che il nuovo socio Giovanni Tamburi con la sua TIP ha riversato nelle casse del t.o. torinese. Clicca qui per leggere una delle interviste più approfondite e a cuore aperto che il presidente e a.d. abbia mai rilasciato alla stampa, dal suo insediamento in Alpitour, esattamente cinque anni fa.

 

rastellini andreain viaggi staffCapita raramente di assistere a una conferenza stampa con tanto sentimento e tanto “personale”, ed è quello che è accaduto a Milano (528 km di distanza da Terni, non è un caso) in occasione dell’incontro con Renato Martellotti, fondatore di InViaggi e ora azionista di minoranza, e Andrea Rastellini, il nuovo azionista di maggioranza. Il ternano - di origine e di accento - Martellotti, dall’alto dei suoi 36 anni di attività (InViaggi è stata fondata nel 1981), ha fatto la parte del “vecchio saggio” (come testimonia il TTG) e certe frasi lo certificano: “Negli ultimi anni ho visto più chiudere che aprire aziende” oppure “Non è che abbia molto a che fare con la tecnologia, io so solo mandare un’email a chi me ne manda una”. Rastellini - vent’anni più giovane, romano di origine e di leggero accento - ha esordito con “Abbiamo un piano di rilancio per proiettare InViaggi nel mondo industriale”. Il contrasto tra vecchio e nuovo, analogico e digitale, non potrebbe apparire più forte. Alternative non ce ne sono, visto lo stato in cui versava InViaggi solo a dicembre 2016. Insiste Rastellini: “ Avremo senz’altro dimensioni più piccole di prima, ma abbiamo messo i conti in sicurezza e per il 2017 contiamo su risorse interne, che - se meglio comprese e gestite - sono capaci in tempi rapidi di rispondere alle nuove esigenze”. L’ingegnere fa riferimento alla squadra formata dal resp. commerciale Sergio Staiti, dal resp. programmazione hotel Sergio Barabani, dal resp. voli Marco Sillani e dal resp. villaggi e prodotto Antonio Martellotti, figlio del fondatore: tutti cresciuti in InViaggi, ai quali si aggiunge, come consulente esterno e delega alla finanza, Renato Circosta di Hospitality Grant Thornton. Alla domanda di quale sia la linea di comando, mancando una figura intermedia - una sorta di direttore generale - tra proprietà e management, Rastellini risponde: “Io e il mio socio Roberto Trebiani (ai quali fa riferimento la sub-holding LOT, che controlla il 70% di Promovocanze, nella quale InViaggi è confluita - ndr) siamo a Terni due giorni a settimana, crediamo siano sufficienti per dare le linee guida e lasciare ai manager la possibilità di esprimersi”.