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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

bpop vicenza logoÈ noto che le banche popolari se la stiano vedendo brutta, a cominciare dalle fallite Etruria, Marche, Chieti e Ferrara. Ma anche la Banca Popolare di Vicenza è messa male, con 40.000 azionisti, sugli 800.000 abitanti della provincia, che hanno già perso (molti) soldi con le azioni dell’istituto vicentino, in attesa di un aumento di capitale da 1,5 miliardi. Cosa c’azzecca la Bipop Vicenza col turismo? Dal 2013, con la NEM Sgr, è azionista di Orogroup Spa col 42% delle quote. Non sembra preoccupato il vulcanico FranjoLjuljdjuraj , come spiega a Guida Viaggi: “Non vedo particolari criticità, la partecipazione fa capo alla Sgr e al più potremmo assistere, nel 2016, a un cambio di nomi di investitori all’interno della Sgr. Io resto comunque con la quota di maggioranza”. Sarà, ma quando una banca è socia di un’impresa, di solito è l’impresa ad avere più problemi.

 

phone e go screenshot qPhone & Go Spa e Phone & Go Srl unipersonale sono state dichiarate fallite dai giudici del Tribunale di Pistoia” dichiara impietoso il quotidiano Il Tirreno, nella sua edizione dell’8 gennaio 2016. È finita amaramente la corsa (a tratti arrembante) del t.o. fondato nel 2003 dall’egiziano Fouad Hassoun, 54 anni, sposato con una pistoiese. Inutili i tentativi di salvare il salvabile, prima col “resistere, resistere, resistere” di luglio 2015, poi con la sospensione delle vendite e relativa riorganizzazione di ottobre 2015. “Non si poteva più andare avanti. La situazione di mercato la conoscono tutti e negli ultimi tempi ho dovuto mettere tanti soldi di tasca mia per salvare per l’azienda. Oggi non ci sono più i presupposti per proseguire l’attività. È un modello di business finito. Basta con il tour operating” dichiara uno sfiduciato Hassoun al TTG on line. L’home page del sito è ancora attiva, ma dietro non c’è più nulla.

 

ezhaya pieralpitour logoAlpitour cambia verso. L’uscita di scena di Andrea Gilardi e di Glauco Autieri ha prodotto innanzitutto un’unica Direzione Tour Operating per le divisioni Alpitour e Francorosso, sotto la guida di Pier Ezhaya (in foto), finora direttore Francorosso. Ezhaya risponde a Carlo Stradiotti, direttore generale, che riporta all’a.d. Gabriele Burgio. “Ho voluto una squadra corta, con sei manager (quattro di prodotto e due di commerciale) che riportano a me” dichiara Ezhaya. Ovvero, Donatella Broglio brand manager Alpitour e Karambola; Gianmaria Patti brand manager Villaggi Bravo; Giancarlo Macchia, brand manager Francorosso e Paolo Guariento, brand manager Viaggidea. Alla direzione commerciale e marketing di Alpitour viene promosso Alessandro Seghi (giunto a maggio 2015 come direttore marketing, proveniente da Bluvacanze. Ad Andrea Moscardini, già in organico e proveniente da Welcome Travel, va la direzione marketing, oltre quella vendite, di Francorosso. Ezhaya nomina Seghi e Moscardini “i miei due alfieri” in virtù della loro esperienza nella distribuzione. Così è chiaro quale direzione sta prendendo Alpitour.

adli zaky georgeIl Gruppo Alpitour entra nel capitale di Swan Tour con una quota iniziale del 49% e diritti di opzione per l’acquisto del restante 51%, al termine di un piano triennale di sviluppo. Alla guida del t.o. romano, operativo da 25 anni e specializzato sull’Egitto, rimane il fondatore Georges Adly Zaki, come a.d. e presidente. È la seconda acquisizione nell’arco di 15 mesi, preceduta a ottobre 2014 dall’acquisto del 100% delle quote di Press Tours. Al Sole 24Ore l’ a.d. Alpitour Gabriele Burgio chiosa: “Non è facile fare previsioni per il 2016, dopo i fatti di Parigi c’è stato un forte rallentamento degli ordini per la primavera; noi puntiamo sui nostri alberghi in Italia, che stiamo cercando di aumentare per compensare quel che mancherà all’estero”. Alpitour ha chiuso il bilancio 2015 con un fatturato di 1,1 miliardi di euro, in crescita del 10,5% rispetto all’anno precedente, grazie al consolidamento di Press Tours, che ha portato circa 60 milioni di euro di giro d’affari. A perimetro costante l’incremento annuo è stato del 4,5%. In crescita del 10% anche il MOL (29,4 milioni nel 2014): difficile la conferma del ritorno all’utile centrato nel 2014, legato a una partita straordinaria.

 

schiavon carloQuando si muove un colosso come Costa Crociere conviene ascoltare con attenzione. Carlo Schiavon, direttore commerciale e marketing e prima linea del direttore generale Neil Palombadescrive al TTG la profonda riorganizzazione che ha toccato l’area commerciale, affidata al neo direttore vendite Italia Daniel Caprile, supportato dai tre area manager Marco Ramot, Marco Paolucci e Giovanni Genovese. “La nostra forza vendite non era cambiata dal 2009: ai tempi le agenzie leisure erano 13.000, mentre adesso non superano le 8.500. Abbiamo ridotto i commerciali del 15%, attualmente sono una trentina sul territorio (erano 35 a inizio 2015 – ndr) e, contando anche la struttura di sede, per il mercato italiano possiamo contare su circa 200 persone tra uffici gruppi, booking, inside sales”. I sales sul territorio si occuperanno delle agenzie che generano i volumi maggiori, i remote sales manager seguiranno le altre. Riorganizzazione che ha previsto un generoso “scivolo” per chi ha deciso di lasciare e la possibilità di cambiare sede per gli altri. “Qualcuno ha accettato, altri hanno deciso diversamente” dichiara pragmaticamente Schiavon “Non abbiamo intenzione di disinvestire, l’obiettivo è avere una macchina più efficiente”. Il giudizio spetta al trade.