Godeva ovviamente di una posizione privilegiata nell’assegnazione della gestione dei tre villaggi ex Valtur di Ostuni, Marilleva e Pila da parte della proprietà FIT Fondo Investimenti Turismo. Perché FIT significa Cassa depositi e prestiti, e Cdp è azionista di TH Resorts per il 45,9%, oltre a esprimere il suo a.d. Gaetano Casertano. Ma non era scontato, perché a dividersi le spoglie della Valtur di Investindustrial concorrevano altri, da Alpitour (che nel frattempo ha acquisito da Antirion Sgr l'iconico Tanka) a Nicolaus (che si è rifatta coi due Garden Village), da Aeroviaggi al parvenuGaribaldi Resorts. TH Resorts ha messo sul piatto la garanzia dell’apertura di Ostuni entro poche settimane dall’acquisizione (salvando la stagione 2018, personale compreso) e il know-how sui villaggi montani per Marilleva e Pila, che riapriranno nell’inverno 2018/19 e porteranno in dote all’operatore guidato da Graziano Dibellini altre 500 camere. Non tutti hanno gioito.
La “nuova” Best Tours avvia la procedura di licenziamento collettivo
Non c’è due senza tre: dopo Valtur e Balkan Express tocca a Best Tours affrontare l’ennesima crisi e avviare la procedura di licenziamento collettivo, che - secondo fonti sindacali - porterebbe al dimezzamento della forza lavoro (da una cinquantina di dipendenti alla metà) e al conseguente ridimensionamento del business. Non tornano i conti, che pure a settembre 2017 avevano convinto Arkus Network Srl di Roma (“Gruppo Polifunzionale costituito da investitori istituzionali, imprenditori e società del terziario avanzato”recita il sito, nessuna esperienza pregressa nel turismo) a rilevare Best Tours e i suoi 8.8 milioni di debiti da Alessandro Rosso Group, riconducibili alle perdite provocate da Expo 2015. Puntuale la replica della proprietà: ”Arkus Network ha dato corso a un processo di turn around per raggiungere l’equilibrio economico e mantenere i livelli occupazionali, per quanto compatibili con il piano industriale, (da ricondursi - ndr) al procedimento avviato ex Legge 233/91”. Ovvero quella intitolata “Norme in materia di cassa integrazione, mobilità e trattamenti di disoccupazione”. Appunto.
Le 5 cose che conviene sapere di Valtur, prima che sia troppo tardi
Valtur è come Alitalia: quando succede qualcosa, il fiume di notizie - una volta superato il perimetro della stampa di settore - esonda e invade senza limiti tutti i media. TV, quotidiani, web: tutti hanno “coperto” l’evento e scoperchiato la pentola nella quale sobbolle quel che resta della gloriosa Valtur, nata nel 1964. Lo stato dell’arte, oggi 13 marzo 2018, è riassunto nel documentatissimo articolo di Affari & Finanza de La Repubblica, ma, per non perdersi, ecco le cinque cose che conviene sapere di Valtur, prima che sia troppo tardi:
1) i lavoratori Valtur sono molto inc...ti e la puntuale cronaca de l’agenzia di viaggi lo testimonia; chiunque si farà carico di loro, con qualunque formula, farà fatica a mettere pace tra coloro che il 13 marzo 2018 sono scesi in strada, in via Conservatorio a Milano (vedi foto postata su Facebook da Peppe Quintale), e hanno sfilato al grido “Siamo gente Valtur”; il grido di dolore è lo stesso di quando, nel 2006, i dipendenti Valtur di allora scesero in strada, in piazza della Repubblica a Roma, per protestare (vanamente) contro il trasferimento della sede Valtur, allora proprietà della famiglia Patti, dalla Capitale a Milano;
2) chi comunica sono i sindacalisti, non la proprietà: il fiume mediatico è stato alimentato anche dai sindacati, in particolare la Filcams Cgil, che non hanno mancato di esprimere il proprio punto di vista ovviamente parziale e soggettivo, come è normale che sia; né la proprietà né i manager, certo alle prese con ben altri problemi, hanno pronunciato una parola, da un mese a questa parte;
3) quest’estate il Tanka aprirà, ma non sotto la bandiera Valtur: ormai è ufficiale, la proprietà, ovvero l’Enpam (che lo aveva conferito ad Antirion Sgr), ha chiesto la risoluzione contrattuale del contratto di affitto del Tanka Village, che l’appena arrivato Andrea Bonomiaveva strappato all’agguerrita concorrenza meno di due anni fa; non si rinuncia a cuor leggero all’affitto di 900 camere e suite, in una delle zone più belle della richiestissima Sardegna, quindi il Tanka sarà sul mercato, ma con un’altra insegna;
4) la questione Valtur imbarazza Cassa depositi e prestiti: nel 2017 FIT Fondo Investimenti per Turismo, gestito da CDP Investimenti Sgr, ha comprato da Valtur i villaggi turistici di Marina di Ostuni (BR), Marilleva (TN) e Pila (AO), versando 43,5 milioni di euro “una strana sorte, quella dei tre resort, destinati a passare di mano più volte, nemmeno si giocasse a Monopoli” scrive icasticamente Affari & Finanza de La Repubblica; è stato Il Giornale a rivelare, lo scorso 28 febbraio, che il senatore uscente del gruppo Ala-Pri Lucio Barani ha fatto un’interrogazione al MISE Ministero dello Sviluppo Economico, al MEF Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero del Lavoro e al MiBACT a proposito dell’interesse manifestato da TH Resort nei confronti dell’acciaccata Valtur, con la seguente argomentazione “La stessa TH Resort ha in comune con Valtur l’essere destinatarie degli unici due interventi fatti nel settore turistico da parte di Cdp, pertanto ci si interroga se tali fondi pubblici non siano stati destinati da TH Resort all’acquisizione di una società, ossia Valtur, a sua volta destinatario di soldi dello Stato”; col nuovo Governo, Barani non tornerà in senato e la sua interrogazione non porterà a nulla, per il momento;
5) comunque vada, questa vicenda non fa bene al settore: “Vi spiego perché Intesa Sanpaolo, Investindustrial, Tamburi e Coop fanno bene al sistema turistico italiano”scrivevo ad aprile 2017; un anno dopo, di Investindustrial sappiamo ed è notizia di oggi che i fondi Wise Sgr e J. Hirsch, detentori del 35% di Alpitour, siano pronti a disinvestire; conclusione, una volta tanto che arrivano soldi veri nel settore, facciamo di tutto per ricacciarli indietro.
È Milano Finanza a tracciare l’analisi più accurata delle conseguenze dell’annunciata acquisizione di Eden Viaggi da parte di Alpitour. “Acquisizione tutta da definire” esordisce il pezzo del molto informato Andrea Montanari “perché è stata firmata la lettera d’intenti, ma non il contratto di compravendita”. E prosegue: “In questi giorni è partita la due diligence, gestita dall’advisor Deloitte, per la valutazione dell’acquisto di Eden Viaggi da parte dell’azienda guidata da Gabriele Burgio. Il deal fa perno sui numeri del tour operator della famiglia Filippetti, che fattura 400 milioni l’anno, generando un Ebitda rettificato di 10 milioni. L’operazione riguarda però la sola attività turistica dell’azienda marchigiana, perché i 20 hotel di proprietà in portafoglio resteranno nelle disponibilità di Nardo Filippetti”. Ma quanto vale Alpitour? Nel 2012 Exor aveva ceduto le quote ai fondi Wise SGR, J. Hirsch & Co. e altri soci finanziari per 225 milioni. Oggi che proprio Wise SGR e J. Hirsch & Co. hanno intenzione di cedere il proprio 35,26%, conclude MF, “la partita può valere almeno 500 milioni: questo è l’enterprise value assegnato dal mercato ad Alpitour”. La partita sarà giocata anche da Giovanni Tamburi, a sinistra nella foto, che con la sua TIP controlla, da marzo 2017, il 32,67% dell’azionariato.
Alpitour sale al 100% di Swan Tour e Adly Zaki può dedicarsi finalmente al golf
L’aveva detto e l’ha mantenuto: “Tra 3 anni prenderanno loro tutta l'azienda. È qualcosa che desidero, perché voglio andare in pensione”. Era questo l’impegno preso da Georges Adly Zaki, quando, a fine 2015, aveva ceduto ad Alpitour il 49% di Swan Tour. Di anni ne son passati poco più di due, ma il Gruppo guidato da Gabriele Burgio ha esercitato i propri diritti di opzione e da marzo 2018 controlla il 100% dell’operatore romano fondato 28 anni fa. Il nuovo board di Swan Tour è presieduto dal CFO di Alpitour Stefano Bianchi e vede la nomina di Pier Ezhaya come a.d. e di Gian Maria Mazzei come responsabile tour operating. Onore delle armi all’italo-egiziano Adly Zaki, che lascia il settore del tour operating dopo trent’anni di carriera, per dedicarsi alla sua grande passione, il golf. Certo, per Swan Tour sarebbe potuta andare in modo diverso, senza la primavera araba del 2011.