Non si riesce a non parlare di Ventaglio, nonostante l’avventura del t.o. milanese si sia bruscamente arrestata due anni fa. Torna alla ribalta perché i curatori fallimentari hanno comunicato la messa all’asta dei marchi legati alla vecchia Spa: da quello denominativo, I Viaggi del Ventaglio, a quelli figurativi, ovvero VentaClub e VentaPoint, VentaDiving e Vacanze nel Mondo, per un totale di 72 marchi. I curatori accettano offerte a partire da 1,2 milioni di euro, pagabili anche a rate, in un arco di tempo non superiore a 18 mesi. Ad agosto 2011 il CEO del Gruppo Trawel Carmine Prencipe si era dichiarato interessato, ma la cosa non aveva avuto seguito, e - coi tempi grami che corrono - non sarà facile trovare qualcuno disposto a mettere sul piatto più di un milione di euro. Che l’appeal di Ventaglio & C. sia forte lo testimoniano i tanti clienti che, ancora oggi, si recano in agenzia e scoprono con sorpresa che il t.o. non è più attivo. Gli addetti ai lavori, invece, esprimono meno entusiasmo: grazie all’interessante sondaggio condotto dal TTG scopriamo che, su 8 manager intervistati, 5 sono freddi sull’operazione di rilancio (Remo Bodrato di Welltours, Angelo Cartelli di Eden, Stefano Pompili di Veratour, Maurizio Bosia di Travel Co. e Giorgio Lotti di Open Travel Network); uno sospende il giudizio (Luca Battifora di G40 Mondo di Vacanze); due soli condividono l’idea: Massimo Caravita di Marsupio Group e Luca Patanè di Uvet ITN. “Si tratta di marchi che hanno una storia, anche per i clienti finali, quindi hanno ancora un valore” dichiara Patanè. Che tra i tanti dossier sul tavolo, potrebbe avere anche questo.








