CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

foschi-pierluigi.jpgonorato-gianni.jpg“Ha paura per il futuro della sua compagnia?” (Silenzio. Poi un singhiozzo trattenuto). “Io piango a una domanda così. Certo che ne ho, di paura. Ma conto sulla lealtà dei nostri clienti. Noi resisteremo. Miglioreremo ancora. E una cosa così non accadrà più. Mai più.” È il passaggio più drammatico dell’intervista che Pierluigi Foschi, CEO Costa Crociere, rilascia al Corriere della Sera il 20 gennaio 2012. Il dramma della Costa Concordia è, per Foschi, umano e professionale insieme.  Ma qualcosa, anche a livello di comunicazione, non ha funzionato: riavvolgiamo il nastro all’indietro e analizziamo alcuni fatti. È la notte tra il 13 e il 14 gennaio, la nave è piegata di 80° e i 4.000 passeggeri la stanno precipitosamente abbandonando: il blog della compagnia posta due messaggi alle ore 1.00 e alle 5.00, riconoscendo la drammaticità della situazione  ed esprimendo cordoglio per le vittime. Grande immediatezza. Il giorno successivo il direttore generale Gianni Onorato si precipita al Giglio e rilascia un’improvvisata intervista tv, nella quale appare molto scosso e sconvolto per le conseguenze del naufragio. Due giorni dopo, siamo al 16 gennaio, Foschi e Onorato rilasciano la prima - e finora unica - conferenza stampa congiunta, visibile sul sito di Costa. Il 25 gennaio Foschi risponde a un’audizione al Senato, dichiarando che al largo dell'isola del Giglio è avvenuto un “tragico incidente che non doveva avvenire e poteva non avvenire”.  Il blog Costa continua a essere costantemente aggiornato. Costa Crociere, quindi, ha risposto con coraggio e coinvolgimento diretto dei vertici al dramma della Concordia. Cosa è mancato? Il calore, l’empatia, il coinvolgimento emotivo. Avremmo voluto vedere Foschi abbracciare la mamma della piccola Dayana sul molo del Giglio. Avremmo voluto vedere Onorato a Porta a Porta, a difendere a spada tratta la storia e l’orgoglio della sua compagnia contro le frecciate di Vespa. Avremmo voluto ascoltare Foschi sul GR1 delle 8 o a La Zanzara su Radio 24. Avremmo voluto vedere la foto di Onorato su un gommone dei Carabinieri, al largo del Giglio, che spiega - lui stesso - come si arriva al ponte 3. Costa è una grande compagnia, e ce la farà. I suoi manager sono seri e preparati. Ma la comunicazione moderna e multimediale vuole facce e photo opportunities che rimangono nella storia. Obama che, in maniche di camicia, visita il centro devastato dal terremoto, a L’Aquila, è un’icona. Questa icona, per la tragedia della Concordia, è mancata.