
E' durata poco più di un anno la permanenza al vertice di Club Med Italia di Eric Georges, trasferitosi in Belgio. Al suo posto, due nuove figure manageriali: Eyal Amzallag (nella foto a destra), nel ruolo di managing director Italia e Sud Europa, e Arnaldo Aiolfi, in azienda dal 1992, già head product Sud Europa, nominato a.d. Italia e direttore progetti sviluppo Sud Europa. “Negli ultimi 3-4 anni siamo stati abbastanza fermi, a causa della crisi globale, dell’instabilità che ha minato destinazioni per noi strategiche (Tunisia, Egitto e Turchia tra tutte) e anche della battaglia tra Investindustrial e Fosun International (il più grande conglomerato privato della Cina continentale - ndr) per il controllo del Club Med” racconta Aiolfi “Ora l’assetto societario è stabile, le risorse abbondanti, possiamo puntare alla crescita: è quello che Fosun ci chiede. A cominciare dal bilanciamento dei villaggi (oggi 67, la maggior parte 4 e 5 tridenti), che ne prevede un terzo in Europa, un terzo nelle Americhe e un terzo in Asia. Anche se in quest’area i tempi sono strettissimi: il ‘progetto 20/20’ prevede l’apertura di 20 villaggi, nella sola Cina, entro il 2020. E dal 2018, a livello mondiale, prevediamo da 3 a 5 nuovi resort all’anno, con un investimento di 70-90 milioni di euro ciascuno. Cosa penso della ‘nuova’ Valtur? Bene, nel senso che abbiamo un passato in comune ed è importante avere dei player seri che possano aiutare lo sviluppo dell’industria turistica in Italia”. Tre sono le sfide che attendono Amzallag, Aiolfi e Giorgio Trivellon, direttore vendite, sul mercato italiano: consolidare la fiducia delle agenzie top seller selezionate negli ultimi anni (oggi sono 1.000 i codici aperti e 180 le agenzie partner); ristabilire una costante e approfondita relazione con i media, di settore e generalisti, che del Club scrivono meno che in passato; riaprire - finalmente - il villaggio di Cefalù.
Il nuovo corso di Club Med Italia, protagonisti Arnaldo Aiolfi e Eyal Amzallag
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