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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

elena david jordide las morasÈ una Valtur in grande spolvero, quella che si presenta ai media e al trade in una serata milanese, a marzo 2017, per l’investitura ufficiale della nuova CEO Elena David. Nuovo il marchio, con una maggiore spaziatura tra le onde blu che lo caratterizzano sin dal suo esordio nel 1969; nuovo il lettering del logo; nuovo il pay-off, che diventa “Tutta un’altra vita”. Chi c’era lo vedete cliccando qui. Ecco cosa hanno detto i tre protagonisti della serata, sotto lo sguardo benevolo, ma stavolta un po’ defilato, del presidente Carlo Gagliardi: oltre alla David, il direttore commerciale e marketing Jordi de las Moras e Peppe Quintale, ex delle Iene. David: “Con cinquant’anni di storia, tutti hanno un ricordo legato a Valtur: ‘avete ancora quel villaggio?’ mi chiedono. Ma nel frattempo il mondo è cambiato e Valtur può considerarsi un’antesignana di Facebook, coi tavoli da 8 che obbligavano a socializzare, al ristorante del villaggio. La nuova Valtur è location, prevalentemente in Italia, che declinerà in tre temi principali: cucina, animazione e famiglie”. De las Moras: “Sono stato scelto per la mia voglia di fare e per la mia esperienza internazionale: dopo Barcellona, Cuba, Palma di Majorca, mi toccava un’esperienza italiana. Sono qui da 7 mesi, che sono stati molto duri, con tante difficoltà, per riaffermare Valtur come leader dell’ospitalità in Italia (sottinteso accenno al caos trovato dopo la gestione di Franjo Ljuljdjuraj - ndr)”. Quintale: “Ho iniziato il mio percorso artistico in un villaggio Valtur, come animatore, nel 1995, e qui ho trascorso i 10 anni più belli della mia vita. Poi le cose sono cambiate, dalla pessima pubblicità ‘Non chiamatelo villaggio’ alla proprietà in mano a produttori di cavi elettrici”. Accenno, non tanto sottinteso, alla campagna fine anni ’90 dell’allora marketing manager Roberto Riccio e a Carmelo Patti e famiglia, che hanno governato Valtur dal 1998 al 2011.

 

martellotti renatosit in inviaggiPare essere giunta al capolinea l’avventura del t.o. ternano Inviaggi, fondato oltre trent’anni fa da Renato Martellotti e in crisi ormai da qualche stagione. Ci limitiamo ai fatti più recenti: il 12 dicembre 2016 Uappala Hotels (entrata a primavera nell’azionariato di Inviaggi Srl) dirama una nota nella quale dichiara che “la profusione di energie e capitali per l’ambizioso progetto (l’acquisizione di un villaggio all’Elba - ndr) ha portato Uappala Hotels all’inevitabile disimpegno dal tour operator InViaggi di Terni”. Solo pochi giorni prima si apprendeva da Umbria24, testata on line ternana che ha seguìto la vicenda sin dall’inizio, che azienda e sindacati “si sarebbero dovute incontrare il 2 novembre, dopo 30 giorni di congelamento della questione, ma dalla Regione pare non sia stata inviata alcuna convocazione, anche se il tavolo dovrebbe comunque riunirsi entro fine anno”. Tutto fermo, quindi, al vero e proprio sit-in che dipendenti Inviaggi e le sigle sindacali Filcams Cgil e Uiltucs Uil avevano inscenato il 25 ottobre davanti agli uffici della Regione Umbria per protestare contro la messa in mobilità di 35 lavoratori su 47, ovvero l’80% della forza lavoro di InViaggi. Cospicua documentazione audio e video è disponibile on line (clicca qui e qui). Marta Rosati, la giornalista di Umbria24 che ha firmato i reportage, dichiara a T.O.News, il 12 dicembre, che “Urge chiarezza, alcuni dipendenti hanno già cambiato vita”. Infine, basta cliccare sul sito di Inviaggi e sui social Facebook e Twitter per rendersi conto che è tutto fermo, da settembre. Mr Martellotti, se ci sei, batti un colpo.

 

depliant chiariva1935Cala il sipario sull’ennesimo tour operator. Stavolta tocca a Chiariva, discendente diretto della prima agenzia di viaggi fondata in Italia, in corso Dante a Milano, da Massimiliano Chiari nel 1878, che - unitosi a Giuseppe Sommariva nel 1906 - diede vita alla Chiari Sommariva, poi abbreviata in Chiariva. Sopravvissuta a due guerre mondiali e a due cambi di secolo, negli anni recenti – tra alterne vicende – era stata ceduta dai proprietari a Parmatour, per poi essere dagli stessi riacquistata e messa sotto il cappello della Vivamondo Srl. Dal 1° febbraio 2016 i clienti che avevano acquistato pacchetti “Chiariva by Vivamondo” vengono riprotetti dal t.o. milanese Identity Plus, perché “Vivamondo Srl ha deciso di cessare l’attività di tour operating e non accetta più prenotazioni per il 2016“, comunica il titolare Arturo Reimann. Inutile soffermarsi sulle ragioni che hanno portato a questa decisione, nel panorama ormai falcidiato dei t.o. generalisti italiani.

 

pavarina broccoli pompili Ibz16Non ha precedenti né imitatori: in Italia, non esiste un t.o. che chiuda bilanci in nero dalla bellezza di 26 anni. “Il 2015 è stato l’anno più complesso che ci siamo trovati ad affrontare, il contesto in cui abbiamo lavorato si è rivelato sempre più difficile e aggressivo” racconta Carlo Pompili, fondatore e presidente di Veratour. Eppure l’esercizio viene archiviato con l’ennesimo “più”: fatturato complessivo a 187,5 milioni di euro, Ebit a 6,2 milioni e profitti per 4,2 milioni. Sono numeri invidiati dal 99% dei tour operator italiani. Egitto e Tunisia hanno lasciato il segno: il mancato incasso è stato stimato in 25,7 milioni di euro; ne sono stati recuperati 11,9 milioni, grazie all’ampliamento del portafoglio destinazioni: Cuba, le isole greche, Italia e Spagna. Il management è solido e motivato, si è visto alla convention Gattinoni a Ibiza, a maggio 2015: il dir. generale Stefano Pompili (a destra nella foto), il dir. commerciale Massimo Broccoli (al centro) e il resp. rete vendite Italia Davide Pavarina. “L’Italia è in pieno boom: perché non avete aperto dieci villaggi Veraclub? Li avreste riempiti tutti” ha chiesto l’autore di questa newsletter a Stefano Pompili, che ha risposto come un bravo maestro a un alunno impertinente: “Nel 2017 avremo un nuovo villaggio in Puglia. Non ricordo più quante volte sono stato giù, avrò visitato decine e decine di strutture. Ma non c’è verso, le nostre condizioni sono imprescindibili: vogliamo un prodotto sul mare, in gestione totale e nella sua interezza, non per allotment ridotti”. Sarà anche merito di questo, il 26° bilancio utile consecutivo?

 

giuseppe-pagliara.jpgnicolaus_to-logo.jpgÈ raro trovare un tour operator così legato al territorio dove è nato, cresciuto e diventato leader. Il rapporto tra Nicolaus e la Puglia è inscindibile. A cominciare dalla sede: da sempre a Ostuni, la “città bianca” dell’Alto Salento. Dai fondatori, i fratelli baresi Giuseppe (CEO, in foto) e Roberto (presidente) Pagliara. E dall’anno di fondazione: il 1993. Anno che contribuisce al successo del progetto Nicolaus, specializzatasi subito nell’incoming Puglia. Fino agli anni ’80, la Puglia era solo qualche villaggio sul Gargano e il mare del Salento (per i pochi che volessero spingersi fin laggiù). Aeroporti inadeguati, distanze siderali (Milano è più vicina a Parigi che a Lecce), infrastrutture modeste, hôtellerie agli esordi. Poi, quasi improvvisamente, una ventina di anni fa la Puglia è diventata di moda e le masserie, prima spartane fattorie di campagna, si sono trasformate in resort di lusso. Nicolaus ha cavalcato il trend ed è diventato una DMC di riferimento, con clienti in Italia, ma soprattutto all’estero (t.o., incentive house, operatori specializzati). I fratelli Pagliara non si sono fermati alla propria terra e hanno iniziato a differenziare: oggi programmano Mare Italia (compresi i Nicolaus Village e i Nicolaus Club), il Wellness, Masserie e Dimore Storiche. Questa estate si sono spinti fino a Rodi e hanno lanciato una catena charter su Brindisi, da Linate, Malpensa e Verona. Quindi si sono spinti all’estero, col brand di alta gamma Raro World: Dubai, Abu Dhabi, Oceano Indiano e Sud Est Asiatico. E hanno ampliato il business, con lo Shore Excursion Department (200 guide turistiche in grado di programmare escursioni individuali o di gruppo in Puglia e Basilicata, in lingua italiana o straniera, dotate di mezzi di trasporti di tutte le fogge) e con la Nicolaus Film Service, che garantisce supporto logistico-organizzativo a disposizione delle produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie che utilizzino la Puglia come location per le proprie riprese. Numeri che spiegano le dimensioni del t.o. dei fratelli Pagliara: fatturato 2014, 36 milioni di euro; previsione fatturato 2015, 45 milioni; 60 dipendenti fissi più 50 stagionali. In Puglia non ci annoia. www.nicolaus.it/chi-siamo