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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

combo valturÈ la notizia dell’anno: Investindustrial ha mollato Valtur, rimettendoci un patrimonio, e i villaggi sono finiti alla concorrenza. Ma come vanno le cose, alla prova dell’altissima stagione? Ho fatto un test: ho considerato 4 villaggi che nel 2017 portavano l’insegna Valtur e verificato cosa ne scrivano i clienti che li hanno appena frequentati, con la nuova gestione.


Si tratta del VOI Tanka Resort, del TH Ostuni Resort, del Life Resort Garden Toscana e del Garden Resort Calabria. Le recensioni le ho prese da Tripadvisor: inutile riaprire la polemica sull’affidabilità o meno del sito, perché tanto i clienti che prenotano in agenzia (oppure on line) smanettano su Tripadvisor, punto. Mi sono limitato, per ciascun resort, alle 10 recensioni più recenti, in gran parte postate tra il 6 e il 13 agosto 2018. Non è un’analisi statistica e non ha valore scientifico, i risultati danno solo la “temperatura” attuale di quel villaggio. Con molte luci e qualche ombra.

VOI Tanka Resort - 7 eccellente, 2 molto buono, 1 scarso
Una sola recensione negativa (che censura la pulizia e la vetustà della camera) annegata in 9 recensioni entusiastiche, riassunte da Linodileo che titola “Era ora!!!” e scrive “Era ora che tornasse ai fausti precedenti. Si vede che l’organizzazione con Alpitour ha fatto la differenza. L’animazione Samarcanda al TOP , professionali non invadenti e capaci. Cibo ottimo, servizio bar ottimo, mai una fila pur essendo 3.000 persone nella settimana di ferragosto”.
Giudizio finale: promosso

TH Ostuni Resort - 1 eccellente, 1 molto buono, 4 nella media, 1 scarso, 3 pessimo
Le recensioni negative superano le positive, i titoli di quelle “nella media” recitano “Una Ferrari guidata come una cinquecento!!” e “Avanti così…Ma si deve e si può migliorare”. Riassume tutto Paolo R., che scrive: “Ho letto recensioni dove viene definito un lager. Non esageriamo, la pineta è bellissima, le calette carine, bene le piscine e gentilissimo il personale. Le camere sono da 41 bis, ristorante senza aria condizionata con temperatura media di 50 gradi”.
Giudizio finale: rimandato

Life Resort Garden Toscana - 5 eccellente, 5 molto buono
Il migliore dei 4, testimoniato da nessuna recensione negativa (ovvero “scarso” o “pessimo”) tra le prime 50 (!), controllate una a una. Titoli come “Posto da favola”, "Super Soddisfatti”, “Vacanza meravigliosa” e “Pienamente appagante”. Il reapeter Marco2165 lo spiega così: “Sono ritornato in questo villaggio dopo 4 anni, prenotando il soggiorno con un'offerta last minute sul sito Nicolaus: ho trovato migliorato quasi tutto. Ottimo per qualità e quantità il buffet al ristorante, ottima l’animazione, molto belli gli spettacoli serali nel teatro presentati anche da personaggi della radio presenti fra gli ospiti, il 10/08 concerto di Paolo Vallesi!”.
Giudizio finale: promosso con lode

Garden Resort Calabria - 6 eccellente, 2 molto buono, 1 nella media, 1 scarso
Qualche appunto sugli arredi delle camere, sulla pulizia della piscina e sulla non assegnazione dei tavoli del ristorante, ma giudizi globalmente positivi. Cam74caloveto fa notare un dettaglio originale: “Cucina valida anche se il pesce non c'è, però c'è tanta carne. Ovvio perché siamo 500 italiani contro 1300 polacco-russo-francesi-bieloucraini. In compenso file ordinate e rare, niente urla e schiamazzi”. Non sempre conviene essere in 2000 italiani.
Giudizio finale: promosso

 

pac man gattinoniE così anche lo storico tour operator riminese Condor è finito in pancia a Uvet: 15 milioni di fatturato sono una goccia nel mare del consolidato del Gruppo saldamente guidato da Luca Patanè, ma fanno un centinaio, se sommati a quelli di Settemari, portato a casa un anno e mezzo fa. Nel mentre, Alpitour mette definitivamente in portafoglio Eden e tutti gli annessi e connessi col benestare dell’Antitrust. E Nicolaus fa suo il brand Valtur, dopo accesa e costosa tenzone.

 

Anche nel turismo, ça va sans dire, il pesce grosso mangia sempre il pesce piccolo. Anche se, dei tre casi citati, Nicolaus non è ancora un pesce tanto grosso, e Valtur, più che un pesce piccolo, era quasi morto. Comunque, meglio essere mangiati (come il Pac-Man di Franco Gattinoni aveva magistralmente illustrato) che finire male. Balkan Express o InViaggi, tanto per citarne due, non ce l’hanno fatta.

 

Tre previsioni, allora. Primo, Leonardo Patacconi, erede del fondatore Stefano, non seguirà i destini di Condor, come il sig. Roci non ha seguito quelli di Settemari. E come Nardo Filippetti, peraltro appena rieletto con maggioranza bulgara alla presidenza Astoi lascerà Eden ai comandi del nuovo proprietario. Il passato è passato: chi ci mette i soldi raramente si fida del modello di management che a chi vende ha permesso di restare sul mercato fino a farsi comprare (e magari salvare la pelle.)

 

Secondo, saranno sempre più diffuse “operazioni in sinergia” tra operatori, come quelle avviate da Veratour. Con Alpitour ed Eden, addirittura due: a Cuba, con Cayo Largo, villaggio in coabitazione tra i tre marchi; sull’Oman, col charter invernale gestito da Neos e venduto da Alpitour/Eden/Veratour. I t.o. diminuiscono, i voli costano, i prodotti richiesti - alla fin fine - son sempre quelli, ma soprattutto non ci sono più i numeri per rischiare da soli su una nuova destinazione. Le operazioni “in coabitazione” non potranno che aumentare e non è detto che questo piaccia al mercato (inteso come agenzie di viaggi, più che come consumer).

 

Terzo, si va verso l’oligopolio: pochi attori, talvolta molti meno di qualche anno fa, si spartiscono il mercato. E vale su tutta la filiera. Nella crocieristica, ai competitor di Costa ed MSC rimangono le briciole. Nella charteristica, sparita Meridiana e visto che di Alitalia è meglio non parlare, rimangono solo Neos e, arrancante, la Blue Panorama targata Uvet. Delle reti ho abbondantemente scritto: sono in 5 o 6 a comandare, e non è detto che diminuiscano ancora. Nel tour operating, la tendenza è inarrestabile: oggi sul gradino più basso del podio c’è un t.o. che ha fatto del servizio su misura la sua cifra, quindi non è comprabile. Il resto, tutto il resto è noia, direbbe Franco Califano.

 

crugnola stefano qcontratto governo5stelle lega cover hiprogramma lega salvini premier2018 cover hiChi l’avrebbe detto che alla stesura del programma di Governo della Lega guidata da Matteo Salvini (paragrafo Turismo, dodici punti, pagine 61- 63 - clicca qui), poi confluito nel Contratto di Governo sottoscritto da Lega e 5stelle (paragrafo 28.Turismo, pagine 50-53 - clicca qui) ha contribuito un agente di viaggi? E che questo collega si chiama Stefano Crugnola ed è titolare dell’agenzia Camaleonte Viaggi di Binasco (MI), fondata dalla mamma Cristina Reati nel 1980? E che Stefano è, a tutti gli effetti, lo spin-doctor (ovvero il consigliere personale, quello che non appare, ma c’è) del neo-ministro dell’Agricoltura con delega al Turismo Gian Marco Centinaio in materia turistica? Eppure è proprio così. “È cominciato tutto per caso” racconta l’agente lombardo “perché da sempre il turismo è sfruttato dai partiti, in campagna elettorale, per strappare qualche voto agli addetti ai lavori, poi di concreto si fa poco. Conosco Gian Marco (lo chiamano tutti Gian Marco, al ministro piace così - ndr) da molto tempo, visto che è di Pavia e viene dal settore, e quando si è trattato di buttare giù i punti dedicati al turismo del programma elettorale della Lega, d’accordo con Matteo Salvini, sono stato coinvolto. Ho preso i temi più caldi (la lotta all’abusivismo, la riduzione dell’IVA, i tax-free shopping, la formazione) e ho dato loro una forma chiara e leggibile. Non è un merito particolare, ho scritto quello che chiunque faccia il nostro mestiere avrebbe proposto. E l’ho fatto avvalendomi della collaborazione di persone preparate, tecnicamente e professionalmente, con importanti esperienze internazionali, che adesso sperano di mettere in pratica quello che abbiamo teorizzato. Nell’auspicio, io resto sempre un agente di viaggi...”. Un collega che scrive un programma di Governo. Mai successo.

 

combo alpitour1988 2018 qChi ha avuto la fortuna di lavorare nella storica sede Alpitour di San Rocco Castagnaretta, a Cuneo, negli anni ‘80 e ’90 del secolo scorso, eviti di tornarci. Perché la trova triste e vuota, con la vegetazione incolta che invade gli spazi abbandonati dal 2012, compreso un arbusto che occupa il cortile di quello che era il parcheggio dei dirigenti. Tra le due foto sono passati trent’anni, e si vedono tutti: quella del 1988 è una delle foto (oggi si chiamerebbero “iconiche”) che hanno segnato la storia del “leader delle vacanze”. Fondato proprio a Cuneo, nel 1947, da Lorenzo Isoardi, il signore anziano in prima fila, con accanto il figlio Guglielmo, che all’epoca la dirigeva e ne era proprietario al 100%, col papà. Un passo dietro di loro (allora si usava così, i social e “uno vale uno” erano di là da venire) i manager dell’epoca: Daniele Bettarelli, Pietro Aversa, Edoardo Casalis, Corrado Ceriani, Paolo Monte. In fondo, insieme ai 300 colleghi che lavoravano a S. Rocco, un giovanissimo Sergio Testi. In quel remoto 1988, il tour operating italiano era tutto lì.

 

swan logo comboVanno in pensione, dopo oltre trent’anni di attività, i t.o. Press Tours della famiglia Landini Genna e Swan Tour di Georges Adly Zaki. Da novembre 2018 sarà operativa Press&Swan SpA, la terza divisione (dopo Alpitour e Francorosso) dell’area tour operating di Alpitour World. Alla sua guida Alessandro Seghigià direttore generale di Press Tours mentre a dirigere le vendite dei due t.o. “accorpati” sarà Angela Zennarorientrata nel Gruppo torinese a maggio 2018, che coordinerà promotori sul territorio e “inside sales”, avendo peraltro il compito di interagire con le altre forze vendita (quelle già operative di Alpitour e Francorosso, e a tendere quella di Eden). Press&Swan SpA può contare su un giro d’affari di 130 milioni circa (80 da Press Tours e 50 da Swan Tour), con quest’ultima focalizzata su estate e corto raggio, mentre Press Tours conferma la vocazione storica sul lungo raggio (“Non più solo Cuba e Caraibi però, ci espanderemo in altre aree come East Africa e Oceano Indiano” precisano in via Lugaro). Nuovo anche il logo Swantour, ora scritto tutto attaccato, dove il cigno rimane, ma grafica e colori cambiano. Press&Swan SpA può essere la palestra torinese di quello che succederà a Pesaro con Eden? Pare...