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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

valtur logo2019combo loghi valturValtur è come Sanremo o la Juventus: non se ne può non parlare, bene o male non importa, perché il tema è comunque popolare. E divisivo. Perché Valtur (come Sanremo, come la Juve) o si ama o si odia. Chi ha letto il mio post di fine gennaio 2019 lo sa. Grazie alle decine di commenti ricevuti vi spiego come ha reagito il mercato all’operazione Nicolaus. 1) Quelli che... la Valtur di Fiorello era un’altra cosa: è la categoria più numerosa, sono i nostalgici e i romantici. “Valtur era Animazione. Sport. Capi villaggio. Era una filosofia. Era un’appartenenza. Era una Tribù”: cito testualmente, maiuscole comprese. Bello, ma va interpretato su un duplice piano di lettura: “Quella Valtur era bella e non tornerà più” e “Quella Valtur era bella perché io ero giovane e ora non lo sono più”. Il rimpianto dei tempi andati non è contestabile. Anche a me mancano i 33 giri, le cartoline illustrate e il Ciao, ma non c’è nulla da fare: sono preistoria. La Valtur dei Pagliara Bros. ha messo da parte nostalgia e rimpianto, non è con questi che si riempiono le camere dei sette villaggi estate 2019. 2) Quelli che... Valtur faceva 246 milioni di euro come tour operator: la nostra memoria è selettiva, quindi è normale che restino impressi certi dati e se ne dimentichino altri. Quelli che citano le centinaia di milioni e le decine di villaggi fanno riferimento a una fase storica di Valtur molto lontana nel tempo, perché basta ricordare che sono passati 20 anni (!) da quando Carmelo e la figlia Maria Concetta Patti si insediarono in Valtur. Il declino è cominciato da lì, visto che i Patti non solo non ci hanno mai messo una lira, ma hanno anche indebitato la società e venduto l’argenteria di casa (le mura dei villaggi). A loro è seguito il primo commissariamento (2011-2013), la parabola di Franjio Ljuljdjuraj (2013-2016) e la cometa Investindustrial di Andrea Bonomi (2016-2018). È quindi corretto affermare che Valtur è messa male da almeno 10 anni. L’Età dell’Oro Valtur, se mai c’è stata, risale a un sacco di tempo fa. A quell’epoca Giuseppe Pagliara si occupava di politica a Ostuni e il fratello Roberto lavorava per Eurotravel: difficile che - per mettere in piedi la nuova Valtur - abbiano voglia di farsi raccontare come andavano le cose allora. 3) Quelli che... ci hanno provato anche altri, e hanno fallito: se c’è un paragone che non sta in piedi è quello con recenti tentativi di resurrezione. Ventaglio, tanto per citarne uno, nella abortita versione 2017 o nella misteriosa riedizione 2019. Valtur non ha sospeso le vendite per anni, non è reduce da un fallimento, ha un marchio con 50 anni di storia. Paragonarla a una Utat o a una Columbus qualsiasi non è miope, è stupido. 4) Quelli che... i Pagliara speriamo che ce la facciano: anche questo sentimento, come quello nostalgico, è molto diffuso. Dai colleghi ho sentito soltanto: “Siamo concorrenti, ma io auguro ai Pagliara ogni successo, perché conoscono il mestiere e hanno investito un sacco di soldi”. Quindi tutti (o quasi...) tifano Nicolaus, per due motivi: perché riconosciamo il valore di chi fa il nostro mestiere (Bonomi è un finanziere, Carmelo Patti era un terzista Fiat) e ci piace vederlo premiato. Perché se funziona Valtur il mercato è contento: fornitori, agenzie, clienti. E chi non auspica un po’ di fiducia per il nostro settore, di questi tempi?!

 

combo manager valtur q“Valtur - Tutta un’altra vita” era il claim che campeggiava sul magnifico catalogo estate 2018 di Valtur: l’ultimo della fallimentare operazione Investindustrial. Chi l’avrebbe mai detto che lo stesso motto sarebbe stato perfetto proprio per chi ha rilevato Valtur dalle ceneri del commissariamento? Partendo dal marchio, acquistato a caro prezzo, ma - come scrissi ai tempi dell’asta - facendo un affare. Confermo. “Valtur era un foglio bianco, di prodotti non ce n’erano e dovevamo comunque dare un taglio alla vecchia Valtur”: è Giuseppe Pagliara a rievocare così lo stato d’animo a fine luglio 2018, appena ufficializzata l’assegnazione del brand Valtur a Nicolaus. Sono trascorsi 7 mesi di intenso lavoro e io vi spiego perché la Valtur di Nicolaus sarà “tutta un’altra vita” rispetto alle precedenti versioni (ovvero famiglia Patti, Franjo Ljuljdjurai, Investindustrial di Andrea Bonomi). 1) “Valtur era una compagnia alberghiera, Nicolaus è un tour operator” dixit Giuseppe Pagliara. E aggiunge che “Il modello di business di Nicolaus è il brokeraggio delle camere, visto che ne compriamo per 50 milioni di euro”. Dimentichiamo la Valtur proprietaria delle mura dei propri villaggi, dimentichiamo la Valtur che faceva tre cose insieme: l’immobiliarista, il gestore alberghiero, il tour operator. Modello di business ereditato dal Club Med, quindi roba del secolo scorso: costosa e anacronistica. Valtur è il terzo brand di Nicolaus (essendo Nicolaus Club e Raro gli altri due) e la sua mission è riempire le camere. 2) “Nicolaus è il primo operatore italiano per posti acquistati sui charter, quindi faremo pacchetti” dixit sempre Giuseppe Pagliara. Ricordate i cataloghi Valtur dove il prezzo era quasi sempre “solo land” e ai trasporti doveva pensarci il cliente? Vero, gran parte dei villaggi era in Italia e ci si andava in auto, al massimo in traghetto. Altra storia: sia perché cinque dei sette villaggi estate 2019 sono all’estero, sia perché Nicolaus è un t.o., quindi vende pacchetti. Il cliente Valtur sarà spesso aviotrasportato. 3) “Nella Valtur di prima non si dava grande valore alla camera: oggi camera e bagno sono elementi fondamentali nella percezione del cliente dixit ancora Giuseppe Pagliara. Vero, le camere Valtur nascono dalle vecchie capanne del Club Med (senza acqua corrente, senza serrature) e dai bagni comuni tipo campeggio. Oggi il cliente apprezza la possibilità di scegliere il cuscino (il cuscino!) preferito. Quindi faticoso lavoro di scouting e severa selezione del prodotto. “Facciamo l’esempio Maldive” racconta Pagliara Senior “Abbiamo visitato il vecchio Kihaad e il vecchio Palm Beach, abbiamo trovato strutture non solo obsolete, ma fatiscenti (! - ndr), inadeguate ai nostri standard Valtur”. I clienti estate 2019 troveranno camere spaziose e moderne, e non le pagheranno come le vecchie capanne. 4) “Comprare e gestire costa troppo ed è rischioso: se arriva la seconda primavera araba a Sharm, che cosa facciamo con il villaggio?!” dixit Pietro Aversa, presidente della holding dei fratelli Pagliara. “Sostenibilità” e “profittabilità” sono il mantra della nuova proprietà. Quindi addio alla Valtur del Tanka, di Ostuni, di Simeri, e via ai contratti in esclusiva con Baia dei Pini in Sardegna, Otium Resort in Calabria e Golf Resort a Djerba. Gli altri? Allotment importanti, ma non in esclusiva. Prima vendiamo, poi vediamo. 5) “Quanto è attuale l’animatore in parrucca in piscina?” si chiede infine Giuseppe Pagliara. E la danza del villaggio, aggiungo io, con le mossette tipo “Gioca jouer” di Cecchetto (anno 1981)?! Preistoria. E anche il gioco caffè. E pure il passaggio-cocomero in spiaggia. Di questo dovremo essere riconoscenti ai Pagliara Brothers: aver tolto quell’atmosfera fantozziana che ci prendeva quando in anfiteatro l’emulo di Fiorello, trent’anni dopo, invocava “Su, tutti in piedi!! Braccia su, braccia giù!!”. Preistoria.

 

lotti giorgioNell’agone dei tour operator villaggisti si deve considerare anche Futura Vacanze, che dall’arrivo di Giorgio Lotti come direttore commerciale, a ottobre 2016 ha preso nuova linfa. I suoi competitor, dichiarati, sono Nicolaus, TH Resorts, Bluserena, Blu Hotels, ovvero gruppi alberghieri, almeno gli ultimi tre citati, più che t.o. Del tour operator tradizionale invece Futura Vacanze ha l’impronta: sia perché compra un sacco di voli (2.500 a settimana, per un totale di 35.000 posti nell’estate 2019), sia perché programma il Mar Rosso. Ovvero la destinazione dove - a breve - si giocheranno i margini (e quindi i bilanci) di un bel numero di t.o. (e villaggisti) italiani.

 

michele mazziniSi è trattato di uno sbarco molto seguito, quello di Kappa Viaggi in Italia, ad autunno 2018. A febbraio 2019 Michele Mazzini, direttore commerciale e sviluppo Italia, si è fatto un’idea abbastanza precisa del mercato che lo aspetta (leggere qui la bella intervista di Giorgio Maggi de l’agenzia di viaggi). Alla domanda se il t.o. francese ha intenzione di fare shopping, Mazzini risponde: “Si tratterà di qualcosa di complementare a noi. Ma c’è da dire che in giro non ci sono molti tour operator da acquistare. E come noi, sono pronti a investire anche altri, gli spagnoli prima di tutto”. Un chiarimento: gli “spagnoli” sono quelli di Barcelò, rimasti a secco dopo la perdita di Eden Viaggi sul filo di lana. Sull’acquisto di un t.o., tre consigli (non richiesti): attenzione a non prendere un bidone, perché il tour operating italiano si è letteralmente dimezzato, negli ultimi 10 anni, e chi c’è ancora (la metà di chi c’era prima) ne porta le ferite. Secondo, di dimensioni medio-piccole c’è rimasto molto poco, e chi è rimasto è spesso indissolubilmente connesso al suo fondatore: che senso ha comprare, per esempio, I Viaggi di Levo Maurizi, se Levo Maurizi se ne va il giorno dopo aver messo la firma (e incassato l’assegno)? Terzo, Kappa Viaggi è un brand nuovo, non sarà noto, ma non ha dazi da pagare e cattivi ricordi da farsi perdonare: sicuro che convenga associarlo a un brand (chessò, Viaggi del Pacifico), che magari qualche peccatuccio da farsi perdonare ce l’ha?!

 

glance cover qSi chiama “Glance, Luxury Travel Experience” il nuovo catalogo Alidays che mette in secondo piano il prodotto e punta a raccontare le destinazioni attraverso personaggi ed esperienze, storie e aneddoti. Copertina rigorosamente blu notte, dichiarazione d’intenti del founder & CEO Davide Catania, introduzione con “I cinque verbi del viaggio” (guardare, ascoltare, respirare, comprendere, vivere), titoli evocativi (La mela del desiderio, Il paese dei balocchi, L’acquario del mondo, Fuoco creatore, La terra della nuvola bianca), foto da urlo. “Ci abbiamo messo un anno per realizzarlo” racconta l’orgoglioso Catania. Si vede. E non c’è una tabella prezzi che sia una. Doppio plauso. https://glance.alidays.it/