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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

combo alpitour1988 2018 qChi ha avuto la fortuna di lavorare nella storica sede Alpitour di San Rocco Castagnaretta, a Cuneo, negli anni ‘80 e ’90 del secolo scorso, eviti di tornarci. Perché la trova triste e vuota, con la vegetazione incolta che invade gli spazi abbandonati dal 2012, compreso un arbusto che occupa il cortile di quello che era il parcheggio dei dirigenti. Tra le due foto sono passati trent’anni, e si vedono tutti: quella del 1988 è una delle foto (oggi si chiamerebbero “iconiche”) che hanno segnato la storia del “leader delle vacanze”. Fondato proprio a Cuneo, nel 1947, da Lorenzo Isoardi, il signore anziano in prima fila, con accanto il figlio Guglielmo, che all’epoca la dirigeva e ne era proprietario al 100%, col papà. Un passo dietro di loro (allora si usava così, i social e “uno vale uno” erano di là da venire) i manager dell’epoca: Daniele Bettarelli, Pietro Aversa, Edoardo Casalis, Corrado Ceriani, Paolo Monte. In fondo, insieme ai 300 colleghi che lavoravano a S. Rocco, un giovanissimo Sergio Testi. In quel remoto 1988, il tour operating italiano era tutto lì.

 

crugnola stefano qcontratto governo5stelle lega cover hiprogramma lega salvini premier2018 cover hiChi l’avrebbe detto che alla stesura del programma di Governo della Lega guidata da Matteo Salvini (paragrafo Turismo, dodici punti, pagine 61- 63 - clicca qui), poi confluito nel Contratto di Governo sottoscritto da Lega e 5stelle (paragrafo 28.Turismo, pagine 50-53 - clicca qui) ha contribuito un agente di viaggi? E che questo collega si chiama Stefano Crugnola ed è titolare dell’agenzia Camaleonte Viaggi di Binasco (MI), fondata dalla mamma Cristina Reati nel 1980? E che Stefano è, a tutti gli effetti, lo spin-doctor (ovvero il consigliere personale, quello che non appare, ma c’è) del neo-ministro dell’Agricoltura con delega al Turismo Gian Marco Centinaio in materia turistica? Eppure è proprio così. “È cominciato tutto per caso” racconta l’agente lombardo “perché da sempre il turismo è sfruttato dai partiti, in campagna elettorale, per strappare qualche voto agli addetti ai lavori, poi di concreto si fa poco. Conosco Gian Marco (lo chiamano tutti Gian Marco, al ministro piace così - ndr) da molto tempo, visto che è di Pavia e viene dal settore, e quando si è trattato di buttare giù i punti dedicati al turismo del programma elettorale della Lega, d’accordo con Matteo Salvini, sono stato coinvolto. Ho preso i temi più caldi (la lotta all’abusivismo, la riduzione dell’IVA, i tax-free shopping, la formazione) e ho dato loro una forma chiara e leggibile. Non è un merito particolare, ho scritto quello che chiunque faccia il nostro mestiere avrebbe proposto. E l’ho fatto avvalendomi della collaborazione di persone preparate, tecnicamente e professionalmente, con importanti esperienze internazionali, che adesso sperano di mettere in pratica quello che abbiamo teorizzato. Nell’auspicio, io resto sempre un agente di viaggi...”. Un collega che scrive un programma di Governo. Mai successo.

 

tamburi e burgio qtip logo qE' la notizia del mese (o dell’anno) e ormai lo sanno tutti: dal 2 maggio 2018 Giovanni Tamburi è l’azionista di riferimento del maggior tour operator italiano. Quando si tratta di comunicare operazioni del genere, la finanza adotta sempre lo stesso metodo: pubblica un comunicato stampa ufficiale sul proprio sito e non aggiunge/commenta nient’altro. Siccome pochi hanno letto l’originale, l’ha fatto ton-loghetto.gif con tanto di esegesi - ovvero interpretazione critica del testo - dei passaggi più importanti. Il testo originale si trova qui, in corsivo rosso trovate i commenti.

 

Asset Italia 1 Srl, società promossa da TIP Tamburi Investment Partners SpA insieme a numerosi family office italiani (ovvero i capitali di famiglie, soprattutto attive nell’industria, come i Seragnoli, i Lavazza, i Ferrero dell’acciaio) ha raggiunto un accordo con i soci di Wish SpA - pariteticamente posseduta dai fondi di private equity gestiti da Wise SGR SpA e ILP III Sicar, quest’ultima supportata da J.Hirsch & Co – per l’acquisto delle loro partecipazioni dirette e indirette in Alpitour SpA (nel 2012 Exor aveva ceduto Alpitour a quei fondi, mettendo a bilancio 225 milioni di euro, quindi l’exit è molto positiva). L’accordo prevede l’acquisizione – sulla base di una valorizzazione di 470 milioni di euro del Gruppo Alpitour – dell’intero capitale di Wish SpA e dell’intera quota detenuta da Azurline Sarl (detentrici complessivamente del 38,8% di Alpitour SpA) da parte di una società di recente costituzione, Alpiholding Srl, il cui capitale sarà detenuto per il 49,9% da Asset Italia 1 Srl (che già possiede il 33% circa di Alpitour SpA - a marzo 2017 Tamburi aveva messo sul piatto 120 milioni di euro per un aumento di capitale riservato, diventandone il secondo azionista, proprio dopo i fondi), per lo 0,2% da Gabriele Burgio (presidente e a.d. del Gruppo Alpitour, azionista rilevante di Alpitour SpA - la partecipazione di Gabriele Burgio, che non a caso una decina di anni fa aveva orchestrato con Tamburi il salvataggio di Jolly Hotels, poi fusa dentro l’iberica NH Hotels, testimonia la conferma del suo ruolo strategico, anche col nuovo assetto societario) e per il residuo 49,9% da altri investitori (è la cosiddetta formula del Club Deal, quella che Tamburi preferisce, e gli altri investitori sono sempre i family office di cui sopra). Alpiholding si è anche impegnata ad acquistare o a far acquistare, alle stesse condizioni, ulteriori quote di Alpitour nel caso alcuni tra gli altri soci fossero interessati a cederle nel medesimo contesto. L’imprenditore torinese Levi, azionista storico di Alpitour, resterà nel capitale in ottica di investimento a lungo termine, così come Fabio Landini, ex socio di Presstour (veramente si scrive Press Tours...; quando nel 2014 Alpitour acquisì il controllo del t.o. della famiglia Landini/Jenna, questa ottenne in cambio il 4,5% di Alpitour e un posto in CdA); Wise Sgr acquisirà una partecipazione diretta in Alpitour di circa il 3,5%. L’operazione si inquadra perfettamente nelle prospettive di accelerazione dello sviluppo e di rafforzamento patrimoniale del gruppo Alpitour ed è anche mirata a dare ulteriore compattezza alla compagine azionaria nel lungo termine, in ottica di quotazione in borsa nei prossimi due o tre anni (è la prima volta che l’obiettivo della quotazione in Borsa, unica alternativa alla cessione delle quote, in una exit, viene apertamente dichiarato e collocato temporalmente nel 2020-2021, quindi dopo due o tre esercizi). “Questa operazione sancisce l'inizio di un nuovo ambizioso capitolo della storia di Alpitour” dichiara Gabriele Burgio, presidente e a.d. del gruppo Alpitour. Giovanni Tamburi, in linea con le sue abitudini, non dichiara nulla e lascia il proscenio a colui che ha materialmente contribuito all’intera operazione.

 

swan logo comboVanno in pensione, dopo oltre trent’anni di attività, i t.o. Press Tours della famiglia Landini Genna e Swan Tour di Georges Adly Zaki. Da novembre 2018 sarà operativa Press&Swan SpA, la terza divisione (dopo Alpitour e Francorosso) dell’area tour operating di Alpitour World. Alla sua guida Alessandro Seghigià direttore generale di Press Tours mentre a dirigere le vendite dei due t.o. “accorpati” sarà Angela Zennarorientrata nel Gruppo torinese a maggio 2018, che coordinerà promotori sul territorio e “inside sales”, avendo peraltro il compito di interagire con le altre forze vendita (quelle già operative di Alpitour e Francorosso, e a tendere quella di Eden). Press&Swan SpA può contare su un giro d’affari di 130 milioni circa (80 da Press Tours e 50 da Swan Tour), con quest’ultima focalizzata su estate e corto raggio, mentre Press Tours conferma la vocazione storica sul lungo raggio (“Non più solo Cuba e Caraibi però, ci espanderemo in altre aree come East Africa e Oceano Indiano” precisano in via Lugaro). Nuovo anche il logo Swantour, ora scritto tutto attaccato, dove il cigno rimane, ma grafica e colori cambiano. Press&Swan SpA può essere la palestra torinese di quello che succederà a Pesaro con Eden? Pare...

 

catalogo valtur2018 qFa uno strano effetto sfogliare il fighissimo (e fuori formato, quindi costosissimo) catalogo Valtur 2018, il primo e ultimo della gestione Elena David. Strano perché ricorda il mitico Album Panini con le figurine dei calciatori, quelle che da bambini ci scambiavamo a colpi di “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca!”. A fine estate, di villaggi a Valtur ne mancheranno molti. Finora se ne sono andati: il Tanka Village, assegnato alla VoiHotels di Alpitour; Ostuni, Marilleva e Pila sono finiti a TH Resorts; i due Garden Village, quello toscano di San Vincenzo e quello calabrese non lontano da Lametia Terme, entrano - anche se non in esclusiva - nel portafoglio Nicolaus; il Novi SPA Hotels & Resorts in Croazia è tornato a vendersi per conto suo (e il sito non è neanche in italiano); idem per il sardo Torre Chia. Ancora tutto da decidere per i pochi restanti: Capo Rizzuto e Favignana - nel perimetro della vecchia proprietà Patti - sono oggetto dell’asta fallimentare di marzo 2018, della quale si attende l’esito; nessuna nuova per Colonna Beach, Simeri e Porto Rosa.