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pavarina broccoli pompili Ibz16Non ha precedenti né imitatori: in Italia, non esiste un t.o. che chiuda bilanci in nero dalla bellezza di 26 anni. “Il 2015 è stato l’anno più complesso che ci siamo trovati ad affrontare, il contesto in cui abbiamo lavorato si è rivelato sempre più difficile e aggressivo” racconta Carlo Pompili, fondatore e presidente di Veratour. Eppure l’esercizio viene archiviato con l’ennesimo “più”: fatturato complessivo a 187,5 milioni di euro, Ebit a 6,2 milioni e profitti per 4,2 milioni. Sono numeri invidiati dal 99% dei tour operator italiani. Egitto e Tunisia hanno lasciato il segno: il mancato incasso è stato stimato in 25,7 milioni di euro; ne sono stati recuperati 11,9 milioni, grazie all’ampliamento del portafoglio destinazioni: Cuba, le isole greche, Italia e Spagna. Il management è solido e motivato, si è visto alla convention Gattinoni a Ibiza, a maggio 2015: il dir. generale Stefano Pompili (a destra nella foto), il dir. commerciale Massimo Broccoli (al centro) e il resp. rete vendite Italia Davide Pavarina. “L’Italia è in pieno boom: perché non avete aperto dieci villaggi Veraclub? Li avreste riempiti tutti” ha chiesto l’autore di questa newsletter a Stefano Pompili, che ha risposto come un bravo maestro a un alunno impertinente: “Nel 2017 avremo un nuovo villaggio in Puglia. Non ricordo più quante volte sono stato giù, avrò visitato decine e decine di strutture. Ma non c’è verso, le nostre condizioni sono imprescindibili: vogliamo un prodotto sul mare, in gestione totale e nella sua interezza, non per allotment ridotti”. Sarà anche merito di questo, il 26° bilancio utile consecutivo?