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michele-serra.jpgquality-group_logo.jpgQuality Group rappresenta un’eccezione, nel tradizionale panorama del tour operating italiano: per il fatto di essere un consorzio, e perché ha messo la qualità al primo posto. “Nel 1999, quando l’ingresso della finanza nel tour operating sembrava inarrestabile, noi pensavamo addirittura di scomparire” rievoca il presidente Michele Serra “Ci mettemmo insieme per difendere il valore del viaggio artigianale, prediligendo la qualità e non i numeri, e concentrandoci sulle agenzie senza fare finanza”. È andata meglio di quanto pensasse allora. Oggi la torinese Quality Group (originale anche nell’assetto societario, trattandosi di una società consortile a responsabilità limitata) riunisce i t.o. Mistral, Il Diamante, Patagonia World, Brasil World, Australia World e i più recenti America World ed Europa World. 105 milioni di euro il fatturato del 2010, rispetto ai 90 del 2009, con una crescita del 16%; 47.000 mila clienti ed Ebit del 5%, sempre nel 2010. Numeri eclatanti, visto che sono stati raggiunti senza ricorrere al charter e senza programmare destinazioni di massa come il mar Mediterraneo. Il consorzio si colloca al terzo posto nella classifica del fatturato dei tour operator di linea. “Le ragioni del nostro successo dipendono dalla capacità di rischio, dalla passione che ci guida nelle scelte di prodotto e dalla libertà di fare i cataloghi come piace a noi. Gli altri puntano all’informatica, noi alla bottega artigianale” spiega Serra. “Collaboriamo attivamente con 4.500 agenzie, anche se distribuiamo cataloghi a 5.500” puntualizza il dir. commerciale Marco PeciIl 70% delle vendite è prodotto dal nord Italia, il restante 20% dal centro e il 10% dal sud, che vogliamo far crescere. La ripartizione del prodotto è equa: vendiamo al 50% prodotti da catalogo, al 50% su misura, ma è quest’ultimo che ci dà maggiori soddisfazioni”.  “Abbiamo ricevuto ben tre proposte di acquisizione da parte di gruppi stranieri: la prima cinque anni fa, l’ultima poche settimane orsono. Le abbiamo rigettate tutte.” conclude - con malcelato orgoglio - il presidente Serra.