Facciamo un’eccezione, e per la prima volta
ospita non un t.o. italiano, ma uno straniero: Rewe Touristik di Colonia, guidato dal CEO Klaus Franke, che raccoglie i marchi ITS Reisen, Jahn Reisen e Tjareborg. Lo merita per due motivi, uno turistico e uno no. Perché, secondo la classifica 2009 compilata dal trade magazine FVW, Rewe Touristik conquista la seconda posizione nel ranking dei tour operator teutonici, piazzandosi alle spalle di Tui Group e precedendo Thomas Cook. Alle spalle dell’irraggiungibile colosso di Hannover (4,24 miliardi di euro, in calo del 10,3% rispetto al 2008; quasi 11 milioni di clienti; un market share del 25,4%) è Rewe il protagonista dell’anno, con numeri invidiabili: volume d’affari di 2,87 miliardi (+2,2% sul 2008), 6 milioni di clienti (+5%) e una quota di mercato del 17,2%. Il secondo motivo ha a che fare con la holding cui Rewe Touristik fa riferimento, ovvero Rewe Group: 3.000 supermercati in Germania e presenza in tredici Paesi europei con i marchi Billa, Penny Market e Standa. Proprio con l’acquisto della decotta Standa, nel 2001, Rewe ha consolidato la sua presenza in Italia, dove era sbarcata nel 1990 aprendo 12 punti vendita (oggi sono 70) con il marchio Billa (fondato nel 1966 in Austria e abbreviazione di Billiger Laden, ovvero negozio a buon mercato). Sarà proprio Billa a dominare l’insegna all’ingresso dei 120 supermercati italiani: dopo 80 anni di storia, Standa va in pensione. Chissà se Rewe realizzerà una delle poche imprese non riuscite a Silvio Berlusconi: quando ancora non era sceso in campo, nei supermercati Standa avrebbero dovuto aprire le agenzie Five Viaggi. Carla Dall’Oglio, prima moglie del Presidente, ne era addirittura direttore. Erano gli anni ’80, durò poco. Poi venne Tangentopoli, e la storia cambiò.