
L’esordio era avvenuto col botto: il Wall Street Journal, edizione europea, il 5 giugno 2013 pubblicava la notizia: “Clear Leisure PLC ha incrementato la propria partecipazione in ORH SpA al 73,43 %, dal precedente 60,82 %. Tale incremento è il risultato della vendita di un hotel in costruzione in Mozambico a Vincenzo Presti, direttore e azionista di ORH, in cambio della cessione delle sue quote. Presti non ha quindi più partecipazioni in ORH e ha lasciato il consiglio di amministrazione. ORH ha inoltre acquisito il marchio e l’attività di Columbus dal tribunale fallimentare di Genova per un importo nominale”.
Il marchio Columbus, coinvolto nel fallimento di Ventaglio nel 2010, rinasceva quindi dalle proprie ceneri grazie a ORH Tour SpA (socio unico ORH Spa), parte del gruppo inglese Clear Leisure PLC, quotato alla borsa di Londra sul mercato AIM (Alternative Investment Market). ORH Tour detiene partecipazioni in catene alberghiere, parchi a tema e ristorazione, oltre che cinque marchi di t.o.: My Africa, Un Altro Sole, Alba Tour, My Son e il rinato Columbus. La divisione italiana è guidata dal dir. commerciale e marketing Marco Sbrizzi (in foto) e dall’a.d. Alfredo Maria Villa. Infatti è Villa che, il 5 ottobre 2013, comunica la sospensione delle attività “a causa della debolezza della domanda nazionale di servizi turistici legata alla recessione in atto, dell’esposizione rilevante nei confronti di clienti importanti e della situazione negativa di contesti aziendali”. Mah, come l’agenzia di viaggi spiega con dovizia di particolari, “la situazione non sarà brillante, ma bisognerà che qualcuno spieghi alle agenzie, che a quanto pare stavano vendendo bene i marchi di Clear Leisure, come e perché ora tutto si è fermato”. Se lo chiedono in tanti.