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naar-frederic.jpgFrederic Naar è un imprenditore sveglio, naar1.jpgcon la passione per la tecnologia e per i numeri. Le ossa se le è fatte da giovane, accompagnando crociere sulle navi sovietiche noleggiate dal nonno alla i Grandi Viaggi, ma il modello di Naar è lontano anni luce da quello del t.o. classico. “Nel 2005 ero in vacanza in Sardegna, con l’amico Fabio Salomone, consulente di management, e parlavamo della Toyota, che aveva ottenuto risultati strabilianti col suo rivoluzionario TPS Toyota Production System, ovvero con l’applicazione del principio giapponese del Kaizen (Miglioramento Continuo) naar2.jpga tutti i processi aziendali. Chiesi a Fabio, che l’aveva sperimentato in varie aziende, se fosse applicabile nel tour operating. La risposta fu ‘Certo, ma sarebbe la prima volta’. Mi piacciono le prime volte, quindi tornato a Milano decisi di provarci. Beh, otto anni dopo ci siamo riusciti. Abbiamo rivoltato l’azienda da capo a piedi (nel frattempo sono diventate due, grazie all’integrazione con Aviomar – ndr) e oggi tutti i processi interni sono ottimizzati, monitorati e costantemente migliorati. Uno dei nostri problemi è lo smaltimento di centinaia di richieste preventivo al giorno (circa 200, da gennaio ad aprile) e la gestione di conferme complesse. Lo abbiamo affrontato  con la kambanizzazione: “Kanban” è un termine giapponese che significa “cartellino” e la Toyota ne ha fatto la chiave di volta del suo TPS. In Naar ogni cartellino kanban identifica una pratica (dalla richiesta del cliente alla risposta dei fornitori alla composizione del preventivo) che - insieme ad altre pratiche, dentro un contenitore - scorre avanti e indietro tra i vari reparti coinvolti. Quando un contenitore si svuota, si apre un nuovo kamban e si rialimenta il processo. In tal modo abbiamo una esatta e costante percezione dei carichi di lavoro e siamo in grado di riequilibrare lo staff dedicato in tempo reale. Le prove che funziona? Incremento della produttività per addetto del 100% (ma non basta). Elevato tasso di conferma dei preventivi lavorati (esclusi quelli creati su web dagli utenti, che non considero “lavorati”): circa il 27%, che diventa il 15% se escludiamo quelli generati dagli utenti, ma gestiti solo dal booking. Zero errori: proprio zero, ovvero errori sulla composizione di un programma di viaggio (aeroporto sbagliato, hotel non prenotato, corrispondente non avvisato...)  non ne facciamo proprio più. Impossibile,davvero”. Come si possano non fare più errori e chiudere un terzo dei preventivi è spiegato qui da Frederic Naar.