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john-elkann-quad.jpgalpitour-world-logo.jpg“Siamo pronti a valutare la cessione di Alpitour se si presenterà una buona offerta” ha dichiarato al Financial Times John Elkann, presidente della holding Exor ed erede della dinastia Agnelli. Per questo è stata avviata una procedura per capire fino a che prezzo sono disposti a spingersi la decina di private equity e big del turismo che negli ultimi mesi hanno sondato l’advisor Leonardo & Co. Secondo il settimanale RCS Il mondo, tra i candidati si fanno i nomi di Clessidra, Carlyle, Bridgepoint, 21 Investimenti e Axa Private Equity, che una presenza nel settore ce l’ha già, grazie al 6% di Bravofly condiviso col finanziere Francesco Micheli. Ma si parla anche della svizzera Kuoni, dell’inglese Thomas Cook e della tedesca Tui. Exor controlla Alpitour sin da quando Guglielmo Isoardi, erede del fondatore Lorenzo, cedette le sue quote alla allora Ifil. Ma quanto costa Alpitour?  Il 2010 è stato chiuso a 1,23 miliardi di ricavi, 50 milioni di Ebitda e 89,6 milioni di cassa netta. Si ragiona sui multipli dell’Ebitda, pari a 6 volte (quindi 300 milioni) più la cassa: quasi 400 milioni, quindi. Ma le aspettative di Elkann e soci potrebbero essere più alte, viste le buone performance finanziarie e la solidità del Gruppo Alpitour, esaltata dai recenti default di Ventaglio, Teorema ed Eurotravel.