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dipinto-processo-quad.jpgPer il nostro settore è un momento difficile, ne parliamo da mesi e qualunque agente di viaggi può confermarlo. Le cause (la situazione geo-politica, la crisi economica) sono note, i rimedi ancora no. Ma a finire sul banco di accusa, stavolta, sono i tour operator italiani. È successo in occasione di un focus group, ovvero un incontro riservato e a numero chiuso, al quale hanno partecipato 5 agenti di viaggi milanesi e del quale l’autore di questa newsletter era organizzatore e moderatore. 5 agenti “tosti”, di quelli che navigano da anni nel tempestoso mare dei viaggi organizzati, e ne hanno viste di ogni. Vendono molto, e sono blanditi da t.o. e fornitori. Ma stavolta attaccano senza riserve. “Tutti i t.o. promuovono l’advance booking, noi invitiamo i clienti a prenotare per tempo, ora ci arrivavo in agenzia offerte last second da far paura! Un esempio: villaggio a € 1.900 da catalogo, venduto a € 1.600 in advance, oggi disponibile € 1.300”. “Non sopporto più le tasse d’iscrizione: sono esose e ingiustificate, come faccio a spiegarle ai clienti?!” “Non ne verremo mai fuori, dal’adeguamento carburante: se alcuni t.o. si fanno bene i conti e riescono a non applicarlo, significa che gli altri ci fanno la cresta, semplice”. “Non ci sono più i booking di una volta: se vado sul sito del t.o. (e anche su Trip Advisor...) ne so più io. E i preventivi che arrivano dopo 3 solleciti? Il cliente pensa che sia colpa mia!”. La soluzione a tutto questo? “Semplice” dicono in coro i 5 agenti tosti “Preventivi e quote ce le facciamo da soli, lavoriamo coi corrispondenti locali e/o sul web con Expedia o Albatravel, pure i gadget (T-shirt, borsa da viaggio) ce li mettiamo noi. Su certe destinazioni (USA, Africa) ormai non abbiamo più bisogno d’intermediari”. E pensare che, solo qualche anno fa, a temere di essere disintermediati erano gli agenti di viaggi...