Succede spesso che la cronaca di eventi di grande rilievo, soprattutto se verificatisi lontano dall’Italia, si basi sulle asettiche parole di un ufficio stampa o su notizie di seconda mano, magari perdutesi nella traduzione da una lingua straniera all’italiano. Questa rubrica di
ospiterà solo testimonianze di prima mano, ovvero riportate da qualcuno fisicamente presente all’evento. Iniziamo dalla ITB 2009 di Berlino, testimone Roberto Gentile.
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Berlino, 15 marzo 2009 - Quelli che parlano male di BIT dovrebbero venire fin quassù e fare un giro per la celebrata Messe tedesca: i padiglioni sono vecchi e mal collegati tra loro, la disposizione degli espositori molto dispersiva e si perde un sacco di tempo negli spostamenti. Esattamente come in BIT, anche qui sono assenti i grandi t.o., le maggiori compagnie aeree, i GDS… Nel padiglione dedicato ai t.o. lo stand più grande era quello di Holger Reisen, uno dei primi Reiseveranstalter tedeschi, ma non tra i top; il secondo più grande era quello di MSC Kreuzfahrt (sempre quelli di Napoli sono…); TUI, Thomas Cook, Rewe erano presenti solo con alcuni marchi e in forma ridotta. Come a Milano, spopolano gli Enti del Turismo, con stand sempre più ricchi e spazi sempre più ampi, letteralmente assaltati dai visitatori, business e non. Fortissima anche la presenza di siti, portali, soluzioni web 2.0, ma la sensazione è che molti ci provino, sperando di diventare Expedia o Google del momento, e poi l’anno dopo non vengano più. Molto frequentati, da platea attenta e concentrata, i seminari e i convegni: numerosi, spesso in inglese, di ottimo livello. Àmbiti nei quali han trovato molto spazio, quest’anno, piani commerciali e di marketing “anti-crisi”: concreti, ovviamente, con riduzioni di tariffe (vedi Michael Frenzel nella pagina precedente - ndr), investimenti in co-marketing e supporto alla distribuzione. Menzione per il padiglione dell’Enit: centralissimo, luminoso, con le Regioni allineate in buon ordine e l’Italia che - anche nei momenti di crisi - è sempre amata dai tedeschi. Note dolenti: migliaia di volantini, brochure, materiale vario, tutto cartaceo, che non scatenava interesse alcuno. Hostess e stagisti dei vari enti del turismo che - in buona parte - masticavano qualche parola d’inglese, ma in tedesco a malapena “danke/bitte”. La solita pletora di assessori al turismo e portaborse che passavano il tempo a ingozzarsi di prodotti gastronomici delle Regioni contigue e a sbirciare le gambe delle hostess. Delle Regioni contigue, ma anche della propria.
