
L’annuncio è del 23 dicembre 2011, antivigilia di Natale, ma era atteso da mesi. “EXOR comunica di aver raggiunto un accordo relativo alla vendita di Alpitour S.p.A. per un controvalore totale di € 225 milioni” recita lo scarno comunicato stampa pubblicato sul sito della holding di partecipazioni della famiglia Agnelli, guidata da John Elkann. “Gli acquirenti sono due fondi chiusi di private equity facenti capo a Wise SGR SpA e J. Hirsch & Co., a cui si affiancano altri soci finanziari tra cui
Network Capital Partners. Gli acquirenti effettueranno l’operazione attraverso un veicolo societario appositamente costituito ed opportunamente capitalizzato. EXOR incasserà un corrispettivo pari a 210 milioni di euro, a cui si aggiungerà un prezzo differito di € 15 milioni, che maturerà interessi. È prevista inoltre un’integrazione del prezzo legata al risultato economico che verrà ottenuto dagli investitori al momento della cessione del pacchetto di maggioranza. La transazione determinerà per EXOR una plusvalenza nel bilancio separato di circa € 140 milioni. EXOR acquisterà una quota pari al 10% del veicolo societario appositamente costituito, per un ammontare di € 10 milioni, e potrà pertanto beneficiare pro quota di eventuali incrementi di valore della società. Il closing dell’operazione - che è subordinato al verificarsi di alcune condizioni sospensive, tra cui il rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti e la chiusura dei finanziamenti bancari da parte dell’acquirente - è previsto nel primo trimestre del 2012”. E così termina dopo 64 anni (l’agenzia di viaggi Alpi era stata fondata nel 1947 da Lorenzo Isoardi) la storia industriale di Alpitour, che in mezzo secolo era appartenuta solo ai fondatori Isoardi e alla famiglia Agnelli. “Entro il primo trimestre del 2012” a decidere il destino di Alpitour saranno dei fondi d’investimento, quindi la finanza. Chi siano Wise SGR SpA e J. Hirsch & Co. è scritto qui. Che questa sia una buona operazione è tutto da dimostrare. Per due motivi. Perché quando la finanza ha messo le mani sul turismo, non è che ne sia venuto fuori molto di buono. Poi perché chi investe denaro, in questo momento, prima cosa non ne vuol perdere. Se ne fosse occupato il presidente Napolitano, forse avrebbe trovato un professor Monti e salvato la baracca.