
Michele Rombaldoni è titolare della Datagest di Pesaro, software-house nota per il gestionale Aves, 45 professionisti e 28 anni di esperienza. L’anno scorso è stato testimonial (per caso), insieme al figlio Leonardo, della campagna pubblicitaria mondiale di Austria Turismo.
Domanda - Le agenzie fanno sempre più il tour operator: i pacchetti preconfezionati sono stati sostituiti dalle pratiche 74ter. Giusto o sbagliato? Risposta - Le agenzie, più che fare il t.o., dovrebbero fare quello che porta loro maggiore marginalità. Oggi domanda e offerta sono sempre più variegate e mutevoli: occorre essere in grado di gestire il maggior numero possibile di tipologie di prodotto e casistiche di vendita. È impossibile fare tutto, ma non ci si può nemmeno specializzare in un’unica tipologia di prodotto (vedi il mare Italia di oggi). D - Dalla tecnologia non si può prescindere: cosa hanno imparato a fare, gli agenti, rispetto a qualche anno fa? R- Certo a utilizzare appieno Internet in tutte le sue forme, social compresi… Non dimentichiamo che il web implica una tecnologia alla portata di tutti da vent’anni, ormai. Quello che dovremmo fare meglio è apprendere più velocemente, sconfiggendo i tabù dell’età e soprattutto dell’abitudine: la peggior frase che ancor oggi mi sento rivolgere è: ‘Abbiamo sempre fatto così, ha sempre funzionato...’. Non è così che si cambia. D - Crede che chi comprerà vacanze, tra qualche tempo, non entrerà più in agenzia? E che i viaggi nasceranno su smartphone e tablet, e non sul PC? R - Già oggi i viaggi nascono su dispositivi mobili: è una tendenza in forte crescita, ma nulla ha a che vedere con il fatto che un domani non si entrerà più in agenzia. Internet sostituisce (in maniera egregia, peraltro) libri, telefonate e consigli di amici, ma chi andava in agenzia vent’anni fa continuerà ad andarci, magari più informato, e proprio perché “più informato” si aspetterà di trovare qualcuno che “ne sa” di viaggi più di lui. Occorre distinguere tra chi ha attitudine al cambiamento e chi rimane fermo. I nativi digitali di oggi sono gli stessi che domani continueranno a trascinare i polpastrelli sugli schermi, quando i “nativi di oggi” useranno strumenti più evoluti che ancora devono essere inventati o diffusi. Fare una telefonata andando a 140 km all’ora in autostrada, digitando comandi manuali invece di usare quelli vocali, è dimostrazione della nostra pigrizia a imparare qualcosa di nuovo.