
Andata e ritorno, per il responsabile vendite Club Med Italia Giorgio Trivellon. Una carriera iniziata come G.O. in villaggio, oltre 20 anni fa, quindi al reclutamento e poi al commerciale, una breve parentesi in Valtur, quindi nuovamente al Club dal 2012.
Domanda – Le due maggiori differenze tra il Club Med degli anni ’90 e quello di oggi: una positiva, una negativa. Risposta – Il DNA del Club è rimasto invariato negli anni, sono enormemente migliorati gli standard di servizio. Abbiamo abbandonato capanne e docce in comune, che caratterizzavano i villaggi degli anni ’70, e oggi proponiamo solo resort a 4 e 5 stelle. Niente più braccialetti con le palline, per il bar, ma formula Premium All Inclusive. Certo, è il G.M. (il cliente, al Club – ndr) che è cambiato: è molto, molto più esigente di prima. Se l’areo ritarda di un’ora, è un guaio. Vent’anni fa, si metteva in un angolo a bere qualcosa, e non ci faceva caso. D – C’è un episodio che racconta, meglio di tutto, l’ “esprit du Club”? R – Anni fa ero all’aeroporto di Nizza ed ero arrivato tardi al check-in. “Nulla da fare, il volo è chiuso” mi dice l’addetta della compagnia, senza neanche un sorriso di comprensione. Si fa avanti il capo-scalo, che aveva sentito tutto: “Senta, vediamo cosa si può fare. Adesso chiamo il pilota e l’accompagno personalmente sotto-bordo, con l’auto di servizio”. Ci precipitiamo, si apre il portello, faccio per salire a bordo, lo ringrazio commosso. “Sa perché l’ho fatto?” mi dice “Perché “le client d’abord” l’ho imparato al Club, ci ho lavorato anch’io, sa? Come G.O., tanti anni fa...” D – Quali sono le tre sensazioni che un G.M. prova trascorrendo una vacanza al Club, oggi? R – La sensazione di felicità, la stessa teorizzata più di mezzo secolo fa dal fondatore del Club Mèditerranèe (allora si chiamava così – ndr) Gerard Blitz. La sensazione di libertà, ovvero poter fare tutto (sport, attività, vita notturna) o nulla (sole, mangiare e relax, e basta), a propria totale discrezione. Staccare la spina, ovvero sapere che per quella settimana di vacanza, il mondo rimane fuori. Perché la felicità è a portata di mano.