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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

combo copertine cataloghi qHo rifatto un esercizio che non facevo da anni, ovvero da quando non c’era internet: ho preso i cataloghi - rigorosamente cartacei - estate 2018 dei maggiori villaggisti e li ho messi a confronto. Il migliore? Quello di Valtur. Ricche e patinate anche le brochure di Bluserena, Bravo Club, Nicolaus Club, TH Resorts e Villaggi Veraclub, ma indubbiamente un gradino indietro. Vi spiego perché in 4 punti, ovviamente opinabili. Il catalogo Valtur è il più bello - Avete presente i “coffee table books”? Ovvero quelle riviste o libri, illustrati e patinati, che si trovano sui tavolini dei caffè e delle lounge degli hotel di lusso? Parlano di moda, di design, di viaggi - tutto top class - e stamparli costa un occhio della testa. Ecco, il catalogo Valtur 2018 è stato pensato con lo stesso criterio. Un oggetto di riguardo da tenere in agenzia (in poche, pochissime copie), da mostrare ai clienti top e tenere rigorosamente separato dagli altri. Il fuori formato, la grafica, il menabò: poco o nulla a che fare con i cataloghi ai quali siamo abituati. Quanto sono importanti le foto - Ricordo i cataloghi Mare Italia di qualche anno fa: infarciti di testi e tabelle prezzi, due (o quattro) hotel per pagina, due (o quattro) fotine minuscole e sgranate messe accanto al nome dell’hotel, proprio perché non se ne poteva fare a meno. Le brochure dei villaggisti hanno sempre belle foto, ma sono funzionali al testo, non viceversa. In epoca smartphone e social (Instagram, in primis) è l’immagine che comanda, non il testo. Nel catalogo Valtur, almeno nelle pagine introduttive, i testi danno quasi fastidio: in quelle dedicate a “Un’esperienza zen” o a “Un resort da sogno” se ne potrebbe quasi fare a meno. Le foto, a tutta pagina, di livello eccezionale, parlano da sole. Storytelling, senza parole. A che servono le spiegazioni? - Se l’origine è il Mare Italia, è evidente che chi redige i testi di un catalogo di villaggi vuole ficcarci tutto quanto: la Posizione, il Villaggio, la Spiaggia, le Camere, la Ristorazione, lo Sport, l’Animazione, i Bambini, le Escursioni e Prima di partire. Tre pagine (titoli citati testualmente) e una quarta con tabelle prezzi e piano voli. Magari mi sbaglio, ma veramente gli agenti di viaggi (che vendono) e i clienti (che comprano) si leggono tutte queste migliaia (migliaia) di battute?! Che moltiplicate per più villaggi e più operatori fanno decine di migliaia (decine di migliaia) di battute?! Non ci credo. Il cliente tipo guarda le foto, digita il nome dell’hotel su TripAdvisor e si va a leggere le recensioni di Bambolina2 o Mammainviaggio, altro che la tabella col prenota prima. Le tabelle prezzi e partenze? Non servono - Nel catalogo Valtur non c’erano proprio. Mi dicono che avrebbero dovuto stamparle e distribuirle, a febbraio 2018, ma è saltato tutto. I cataloghi dei villaggisti abbondano di tabelle prezzi, con advance  e piani famiglia, e piani volo che - stampati a febbraio - a marzo valgono per la metà. Sarebbe come se Booking.com mettesse una tabella prezzi in .pdf accanto al nome dell’hotel, e poi scrivesse: “Per sapere quanto costa, manda un’email”. Le tabelle prezzi non fanno storytelling. Post scriptum: appunto confrontando le copertine - SOLO le copertine - di Bluserena, Bravo Club, Nicolaus Club, TH, Valtur e Villaggi Veraclub si capisce perché Nicolaus ha fatto l’affare della vita.