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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

schiavuta manuel qManuel Schiavutadirettore vendite Italia di Valtur fino a luglio 2018, ha tre caratteristiche che lo distinguono da tutti i manager che si sono avvicendati durante la fallimentare gestione della proprietà Investindustrial di Andrea Bonomi (maggio 2016 - luglio 2018): era già in azienda prima dell’arrivo del finanziere milanese, s’intende di agenzie e di distribuzione, è rimasto fino alla fine. Il suo racconto, a cuore aperto, è quindi particolarmente prezioso, soprattutto perché fa luce su alcuni momenti-chiave.

“La prima estate è stata difficile: aprire il Tanka con 45 giorni di tempo a disposizione, le vendite partite tardi e la marginalità insufficiente avevano già provocato perdite cospicue. A novembre 2016 arriva Elena David, che porta la sua squadra: via Piergiacomo Bianchi, storico direttore operativo e grande esperto di prodotto, e dentro Daniele Giovenali, più altri manager di estrazione alberghiera; stop alle assunzioni dirette dello staff in villaggio (gli animatori Valtur, quelli che avevano fatto la storia, a cominciare da Fiorello) e via all’outsourcing, sia per l’animazione e lo sport, che per servizi alberghieri come pulizie e manutenzione. A febbraio 2017 scoppia il primo guaio: il catalogo estivo riporta il numero verde per prenotare direttamente col booking Valtur, mentre le agenzie di viaggi vengono vagamente nominate. Eppure io stesso avevo modificato l’ultima bozza della brochure, prima della stampa, assicurandomi che il ruolo delle agenzie fosse evidenziato e che non ci fosse alcun numero verde. Qualcuno aveva modificato il testo finale e il danno era fatto, perché si scatena l’inferno: urla al telefono, mail di protesta, video di cataloghi Valtur dati alle fiamme da alcune agenzie... La David minimizza, i cataloghi vengono gettati al macero e se ne stampano di nuovi. L’estate 2017 non parte bene: nel frattempo molti direttori di villaggi “storici” sono stati allontanati e quelli nuovi faticano a inserirsi; il personale procurato dalle società di outsourcing non è sufficiente; alcuni villaggi non sono pronti per l’apertura. La convention Gattinoni al Tanka Village (maggio 2017) è una débâcle e lo spettacolo offerto ai 500 ospiti (partner, t.o., agenzie) è desolante. Ma, con qualche sforzo e molto impegno, Valtur chiude l’estate 2017 in crescita nei volumi e nei ricavi, sebbene le performance di prodotto siano in generale insufficienti. Il peggio deve ancora arrivare: a gennaio 2018 cominciano a girare strane voci di dismissioni di villaggi strategici (Tanka, Garden Club, Colonna Beach) e soprattutto di conti drammaticamente in rosso, al punto che Bonomi affida a Gabriele Del Torchio la “missione impossibile” di salvare il salvabile. Non ci riesce neanche lui: a fine febbraio, mentre sono a Napoli in tour per agenzie, ricevo l’angosciosa telefonata di un collega, che mi rivela l’intenzione della proprietà di portare i libri in tribunale. Rimango senza parole. È la fine: il 6 marzo, dopo alcuni drammatici consigli di amministrazione, viene annunciata la chiusura delle vendite per l’estate 2018. Un consulente esterno suggerisce addirittura di chiudere i villaggi invernali (Pila, Sestriere, Marilleva, Principe Marmolada) coi clienti dentro, visto che “Ci stiamo perdendo un sacco di soldi!”. Riusciamo a evitarlo, ma è l’ultima azione in favore degli ospiti Valtur che io ricordi. Il resto è storia”.